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Oltre quattrocento partecipanti a Palazzo Ducale per il convegno sulla salute mentale promosso da Asl3 in collaborazione con il Coordinamento delle Associazioni di Familiari e Utenti Salute Mentale e Quarto Pianeta

Sono stati oltre quattrocento i partecipanti al convegno “La città che cura – La salute mentale come bene comune” in programma oggi a Palazzo Ducale fino alle 18.30, organizzato da Asl3 in collaborazione con il Coordinamento delle Associazioni di Familiari e Utenti Salute Mentale e Quarto Pianeta. Cinquanta i relatori tra esperti del settore e rappresentanti di Enti e Associazioni e sei le tavole rotonde su: giovani e scuola, formazione e occupazione come veicolo di salute, la migliore autonomia possibile come obiettivo di recovery, integrazione e innovazione nei percorsi di cura, salute mentale e politiche sociosanitarie, estensione del Patto per la Salute Mentale.

“La città che cura. La salute mentale come bene comune” è il quarto evento sul Patto per la Salute Mentale di ASL 3. Il documento siglato nel 2018 da più di 60 firmatari, rappresenta il tentativo di unire tutte le risorse e gli stakeholder interessati per creare una sinergia costruttiva con lo scopo di integrare la cura  (farmacologica e psicologica) e la presa in carico dei bisogni soggettivi e sociali della persona, al fine di favorire l’accoglienza nella comunità e nel territorio e abbattere lo stigma associato ai disturbi psichici.

Per migliorare la salute mentale della cittadinanza e della popolazione è necessario sviluppare la consapevolezza che il benessere psicofisico è fortemente dipendente dal contesto ambientale e sociale in cui si vive, dalle relazioni affettive e familiari, dai rapporti con i pari e dalla cultura della società.

L’ambiente nella sua accezione più ampia, che include anche gli stili di vita, è un determinante di salute fondamentale, che sulla base della vulnerabilità genetica individuale, va a impattare sulla salute mentale dell’individuo in particolare in alcune fasi della vita correlate allo sviluppo e alle modificazioni cerebrali: i primi due anni di vita (i c.d. primi 1000 giorni di vita), l’adolescenza e l’età senile.

Le aree urbane possono presentare fattori di rischio maggiori per la salute mentale come l’isolamento, l’immigrazione, lo stigma ma anche ritmi di vita frenetici e una scarsa coesione sociale.

Per questo motivo è importante sviluppare una cultura della città che cura, secondo l’orientamento e il concetto di Healthy Cities di una città, cioè, consapevole dell’importanza della salute mentale come bene collettivo e che mette in atto delle politiche in grado di tutelarla e migliorarla. 

In un periodo storico in cui le richieste di cura in salute mentale sono in continuo aumento, questo evento si propone quindi di fare il punto sul percorso di applicazione del Patto, dei risultati ottenuti, delle difficoltà incontrate prima, durante e dopo la pandemia e dei programmi futuri. Il convegno è un momento per darne comunicazione e allo stesso tempo per cercare di creare nuove reti e collaborazioni, istituzionali e non, per migliorare la salute mentale della popolazione, all’interno di un modello di medicina di condivisione promosso da tempo da Asl3, volto a favorire la collaborazione della comunità su temi di salute pubblica. Ulteriore obiettivo del Convegno è la condivisione/diffusione del Patto per la Salute Mentale in tutta la Regione Liguria. 

Qui link al Patto della Salute Mentale: https://www.asl3.liguria.it/components/com_publiccompetitions/includes/download.php?id=21605:patto-per-la-salute-mentale-libretto-versione-web.pdf

Di seguito la photo gallery dell'evento:

 

Pubblicato: 18 Maggio 2023