Incontro a Palazzo Ducale sulla salute mentale
Più di 400 persone hanno partecipato, martedì 12 maggio, al convegno “La città che cura - Patto per la Salute Mentale: Giovani in…comunicazione”, riempiendo la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.
L’iniziativa, promossa dal Patto per la Salute Mentale, ha rappresentato un importante momento di confronto e condivisione tra giovani, operatori, istituzioni, associazioni, famiglie e scuola sui temi della salute mentale. L’edizione di quest’anno è stata dedicata ai bisogni emergenti delle nuove generazioni, con particolare attenzione al disagio giovanile, al crescente malessere psichico tra adolescenti e giovani adulti e alla necessità di costruire relazioni e spazi capaci di ascoltare e accogliere.
Nato nel 2018 dalla sottoscrizione del Patto per la Salute Mentale da parte di circa 60 istituzioni e associazioni del territorio, “La città che cura” promuove una visione della salute mentale come responsabilità condivisa della comunità, rafforzando il dialogo tra servizi sanitari, sociali e territorio.
«Il malessere psichico tra i giovani è diventato sempre più visibile e interroga profondamente l’intera comunità. Molti ragazzi e ragazze attraversano oggi esperienze di fragilità, solitudine e disorientamento che spesso faticano a trovare parole, luoghi e interlocutori capaci di accoglierle. Per questo il convegno nasce dalla necessità di costruire nuove possibilità di ascolto e dialogo tra servizi, istituzioni e realtà associative, riflettendo insieme sui bisogni emergenti delle nuove generazioni», ha dichiarato Rocco Luigi Picci.
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i temi della comunicazione del disagio giovanile e del ruolo della comunità educante, oltre alla presentazione di esperienze e buone pratiche sviluppate dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche insieme alle realtà territoriali per favorire prevenzione, inclusione e percorsi di fiducia.
«Una politica efficace di salute mentale richiede certamente un forte impegno delle istituzioni, ma non può essere delegata ai soli servizi: ha bisogno della partecipazione attiva delle famiglie, delle associazioni e dei cittadini. Costruire una città che cura significa creare legami, integrazione e partecipazione, perché una comunità che cura è una comunità che non lascia indietro nessuno», ha concluso il dott. Picci.
L’evento è stato organizzato da ATS-ASL3, coordinata dal dott. Ivan Alessandro Mazzoleni, in collaborazione con il Coordinamento delle Associazioni di Familiari e Utenti Salute Mentale Quarto Pianeta.
Foto 1: Presentazione del Convegno, con il dott. Rocco Luigi Picci, Direttore Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche e del Territorio e Amedeo Gagliardi, Portavoce Coordinamento Quarto Pianeta - Associazione San Marcellino
Foto 2: Convegno “La città che cura” pubblico in sala
Foto 3: Intervento del dott. Ivan Alessandro Mazzoleni, Coordinatore Area 3 ATS Liguria
Foto 4 : Intervento del Prof. Maurizio Enrico Vittorio Ferraris, Professore Ordinario di Filosofia Teoretica all’Università di Torino
Foto 5: Tavola rotonda “In-contro necessario - Tavolo delle famiglie”
