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Passi d'argento - Risultati

Le indagini svolte nell'ambito di Passi d'Argento hanno avuto come temi:

  •  caratteristiche socio demografiche
  • autonomia nello svolgimento delle attività della vita quotidiana di base e strumentali
  • percezione dello stato di salute e soddisfazione per la propria vita
  • stili di vita: attività fisica, abitudini alimentari, alcol e fumo
  • fattori di rischio e prevalenza delle malattie croniche non trasmissibili
  • problemi di vista, udito e masticazione
  • cadute
  • sintomi di depressione e rischio di isolamento
  • sicurezza nell’uso dei farmaci
  • vaccinazione antinfluenzale
  • protezione dalle ondate di calore
  • partecipazione: formazione, lavoro, attività sociali e comunitarie
  • essere una risorsa per famiglia, conoscenti e collettività
  • ambiente di vita: accessibilità ai servizi, abitazione, sicurezza dell’area di residenza

Di seguito, in sintesi, riportiamo gli ultimi risultati disponibili per il livello aziendale.
Per approfondire la lettura è possibile leggere il focus 2012-2013, scaricabile nel menu a lato.

Considerazioni sulla popolazione anziana di Asl 3 Genovese

La popolazione genovese oggetto della nostra indagine è costituita da 711.426 persone, di cui 194.694 con 65 anni e più, pari al 27%.
Di fatto, il 72% di questi anziani, circa 140.000 persone, sono in buona salute, ma alcuni di loro (il 21%) sono minacciati dalla fragilità, dal momento che hanno acquisito fattori di rischio.

Può trattarsi di una malattia cronica o di un comportamento non salutare (come la sedentarietà, il fumo, la malnutrizione) oppure di tendenza all’isolamento o depressione, o ancora una problematica funzionale (vista, udito o masticazione). In ogni caso sono persone globalmente sane, ma se dovessero sommare più di uno dei fattori di rischio sopradescritti, potrebbero facilmente perdere l’autonomia, e diventare quindi fragili o con disabilità, con rilevanti conseguenze anche economiche sul Sistema Socio-Sanitario.
Su questa categoria in buona salute dovrebbero quindi concentrarsi i maggiori sforzi della prevenzione e della società intera, operando con un processo di costruzione sociale che coinvolga enti e settori della società civile, dell’industria e del commercio, al fine di garantire un contesto ambientale, culturale e sociale favorevole alla salute di tutti.

Negli anziani in particolare dovrebbero essere privilegiate l’accessibilità ai servizi, le scelte salutari come la sana alimentazione e il giusto movimento fisico, valorizzando le risorse personali come bene comune dell’intera società.

In Sanità Pubblica è sempre più frequente il ricorso ai profili di salute per rappresentare a colpo d’occhio lo stato di salute di un’intera popolazione o di una sua componente. Per quanto non esista un profilo di salute universalmente condiviso per le persone con 65 e più anni, abbiamo usato i risultati di passi d’argento per riassumere con pochi indicatori la condizione per ognuno dei capitoli in cui abbiamo ripartito l’informazione raccolta. Nel contesto della sorveglianza questo approccio, oltre a dare un’idea su alcuni aspetti qualificanti di salute di un gruppo di popolazione, permette anche, in maniera semplice e scientificamente solida, di confrontare il valore degli indicatori prescelti con quello di altre unità territoriali (per esempio, le asl fra di loro all’interno di una regione o le regioni fra di loro).
Per realizzare questo approccio abbiamo scelto di utilizzare la spine-chart, un grafico particolare che permette di confrontare il valore di un certo indicatore, misurato localmente, con un valore di riferimento “nazionale” e di testare, in modo semplice, se la differenza rilevata (in meglio o in peggio) sia statisticamente significativa.
Con la "spine chart" come questa si rappresentano in un'unica immagine diversi indicatori. Per ogni indicatore viene riportato il valore della media del pool nazionale (con la linea centrale verticale), i valori del 25° e del 75° percentile (ai limiti della banda azzurra), il valore minimo e massimo (ai limiti della banda beige) riscontrati fra le 115 aziende sanitarie che nel 2012-2013 hanno partecipato alla rilevazione dei dati.
Il valore dell’indicatore per l’Asl cui si riferisce il rapporto, viene indicato con un pallino di tre diversi colori: VERDE, ROSSO e GIALLO a seconda che il valore sia significativamente migliore, peggiore o NON significativamente differente rispetto al valore medio del pool nazionale. La significatività della differenza si evince dal confronto fra gli intervalli di confidenza (indicati) del valore medio del pool nazionale e quelli del valore locale (regionale o aziendale).
Se non vi è sovrapposizione di valori, la differenza (in meglio o in peggio che sia) è statisticamente significativa, mentre in caso di sovrapposizione non lo è. Attenzione: non basta, per una certa regione o azienda, avere un pallino verde per escludere che l'aspetto indicato NON sia un problema di salute pubblica.

Benessere e indipendenza

Come si può notare al primo impatto visivo, la situazione in Asl 3 Genovese e caratterizzata da una maggior solitudine della popolazione anziana: il 29,5% vive da solo. A fronte di questa situazione, che potrebbe portare ad una maggiore difficoltà nella conduzione di una vita attiva e ad un maggior senso di insoddisfazione, i genovesi hanno una percezione positiva della propria salute e si dichiarano soddisfatti
in percentuale maggiore rispetto alla media degli Italiani.
Questo fatto e supportato dalle migliori condizioni economiche percepite e da un maggior livello di autonomia, sia considerando le attività strumentali della vita quotidiana (IADL) che le attività vitali del quotidiano (ADL): minore e infatti, rispetto alla media italiana, il grado di disabilita (11,4% vs 16,1%).

Fattori di rischio, condizioni di salute e cure

I risultati condensati in questa Spine Chart mettono in evidenza una Azienda sostanzialmente in linea con la media delle aziende italiane, con qualche valore lievemente migliore, come la percentuale di anziani con 3 o più patologie croniche (10% vs 13%), o la frequenza di problemi di masticazione (11% vs 14,8%), di udito (11% vs 16,5%) o del livello di attività fisica svolta. Cionondimeno, persistono alcune problematiche che già si evidenziano nella popolazione genovese adulta, come la frequenza del consumo di alcol a maggior rischio (22% vs 18,7% del network PdA) e l’elevata percentuale di soggetti non vaccinati contro l’influenza (44% vs 37,9%).
Inoltre, in maniera congruente con l’elevata proporzione di anziani soli, e bassa la proporzione di soggetti che ricevono un aiuto per le azioni nella vita quotidiana che non svolgono autonomamente.
Questo fatto conferma, se ce ne fosse bisogno, la necessita di un forte impegno sociale istituzionale, che dia supporto ai caregiver familiari o del settore del volontariato.

Partecipazione

Nonostante la nostra Azienda sia decisamente “anziana”, non manca l’entusiasmo per partecipare alla vita sociale e costituire cosi una risorsa vitale per la famiglia e per la comunità in generale.
Lievemente superiore, ma in linea con la media nazionale, l’attitudine a rimanere nella sfera lavorativa, ad accrescere la propria formazione e la partecipazione “a scopo ludico” ad attività sociali.

Ambiente di vita

Nel confronto con la media delle altre Aziende italiane la Asl 3 appare avvantaggiata, specie per quanto riguarda la qualità delle abitazioni e l’accesso ai servizi essenziali. Resta pero il fatto che oltre un quarto dei genovesi riferisce difficoltà nell’accesso ad Asl, Comune e servizi commerciali e circa un quinto ha difficoltà per raggiungere il proprio medico.
Risulterebbero quindi più “prioritarie” che in altre regioni misure di facilitazione da parte degli Enti locali come Asl e Comune, ma anche da parte dei servizi commerciali; ad esempio l’erogazione di servizi online o la consegna domiciliare dei prodotti acquistati.

Ultima modifica il Giovedì, 10 Dicembre 2015 15:47

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