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Mercoledì, 22 Dicembre 2021 12:16

Pillole di prevenzione - Donazione sangue

La Dott.ssa Andreina Di Ponzio, direttore f.f. della S.C. Immunoematologia e medicina trasfusionale risponde ad alcune domande sulla donazione di sangue

Donare il sangue. Un gesto d’amore

Perché è importante donare il sangue?

Il sangue e i suoi componenti sono indispensabili nella terapia di molte malattie oncologiche ed ematologiche, nelle emorragie gravi derivanti da traumi, interventi chirurgici, trapianti o situazioni di emergenza/urgenza. Tuttavia, essi non possono essere prodotti in laboratorio: possono essere ottenuti solo e soltanto attraverso la donazione. La donazione di sangue che è gratuita e volontaria, rappresenta pertanto un grande gesto di solidarietà e altruismo. Inoltre, risulta anche utile per il donatore in quanto consente di controllare il proprio stato di salute.  

Come diventare donatori?

Per diventare donatori é richiesta la prenotazione. La donazione sarà quindi effettuata su appuntamento presso le Strutture Trasfusionali degli Ospedali o presso le Unità di Raccolta delle Associazioni.
Per poter donare sono necessari un’età compresa tra 18 e 65 anni; è possibile proseguire con la donazione fino a 70 anni previa valutazione medica dello stato di salute. Il peso non deve essere inferiore a 50 Kg ed è importante essere in buone condizioni di salute. È concessa prima della donazione una colazione leggera a base di thè o caffè poco zuccherati, frutta fresca o spremuta. Da evitare latte, latticini e grassi.

Qual è il percorso una volta arrivati al Centro trasfusionale?

Al momento dell’arrivo, il donatore, munito di Documento di Identità valido e di Codice Fiscale necessari per l’identificazione e registrazione, viene invitato a compilare il questionario anamnestico allo scopo di conoscere lo stato di salute e lo stile di vita ovvero comportamenti e fattori di rischio che possano compromettere la salute dei riceventi.  Seguono il colloquio e la visita con un medico per valutare l’idoneità psico-fisica alla donazione. In questa sede vengono controllati diversi parametri, fra cui la frequenza cardiaca regolare, che deve essere compresa tra 50 e 100 battiti/min, la pressione arteriosa massima uguale o inferiore a 180 mm di mercurio e pressione arteriosa minima uguale o inferiore a 100 mm di mercurio e il valore di emoglobina non inferiore a 13.5 g/dl nell’uomo e a 12.5 g/dl nella donna. Accertata l’idoneità il donatore viene avviato alla donazione del sangue intero o del plasma.

Come si verifica l’idoneità del sangue donato?

Ad ogni donazione per tutelare la salute sia del donatore che del ricevente vengono effettuati un emocromo completo, l’ALT (alanin-amino transferasi) e gli esami per la qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti, che evidenziano la possibile presenza di agenti infettanti quali i virus causa dell’epatite B, dell’epatite C e dell’AIDS o la sifilide. Almeno una volta all’anno il donatore è sottoposto anche ad alcuni esami, quali glicemia, creatininemia, trigliceridemia, colesterolemia e HDL, protidemia e ferritinemia. Gli esiti degli esami vengono consegnati al donatore e qualora si riscontrino valori patologici e/o si renda necessario un prelievo di controllo il donatore viene avvertito tempestivamente.

Come avviene la donazione del sangue intero?

Il donatore viene fatto accomodare sulla poltrona-lettino e distende il braccio sul quale viene applicato un laccio emostatico: un infermiere o un medico, dopo accurata disinfezione della cute, inseriscono l’ago nella vena e quindi il sangue defluisce spontaneamente nell’apposita sacca sterile e monouso collegata. Non esiste pertanto alcun rischio di contrarre un’infezione. Vengono, infine, prelevati 450 ml di sangue. Seguono un periodo di riposo sulla poltrona e il ristoro. Nella giornata della donazione non devono essere svolti nè un’attività fisica impegnativa né hobby pericolosi. La legge italiana prevede una giornata di riposo retribuita per chi effettua la donazione. Gli uomini possono donare il sangue intero ogni 90 giorni e quindi per un massimo di 4 volte all’anno mentre le donne in età fertile possono donarlo solo 2 volte all’anno. La sacca di sangue intero raccolta viene inviata alla Banca del Sangue presso il Policlinico San Martino dove, previo processo di centrifugazione, vengono separati gli emocomponenti (globuli rossi, plasma, piastrine e globuli bianchi). Le tre unità così ottenute da ogni singola donazione potranno essere destinate all’uso clinico solo dopo che i test di validazione hanno dato esito favorevole.

Come avviene invece la donazione di plasma mediante aferesi o plasmaferesi?

Il sangue è costituito da una parte corpuscolata, contenente globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, e da una parte liquida, chiamata plasma. Quest’ultimo è composto per il 92% circa da acqua e per il restante 8% da sali minerali e proteine quali l’albumina, i fattori della coagulazione e gli anticorpi o immunoglobuline. Nella plasmaferesi il donatore, disteso sulla poltrona-lettino, viene sottoposto, previa accurata disinfezione della cute, al prelievo di sangue che, grazie all’utilizzo di una apparecchiatura chiamata separatore cellulare, viene immediatamente centrifugato in modo da separare la parte liquida da quella corpuscolata. Quest’ultima viene reinfusa al donatore mentre il plasma viene raccolto in una apposita sacca. La procedura si svolge a circuito chiuso con l’utilizzo di kit sterili e monouso. Non esiste, pertanto, alcun rischio di contrarre un’infezione. Dura circa 45 minuti e vengono prelevati 650 ml di plasma. Seguono, infine, il riposo sulla poltrona e il ristoro post donazione. Anche in questo caso durante la giornata della donazione non devono essere svolti né un’attività fisica impegnativa né hobby pericolosi ed è prevista dalla normativa una giornata di riposo retribuita. Dal momento che la parte corpuscolata viene reinfusa nel donatore, questa tipologia di donazione può essere effettuata ogni 14 giorni per un volume complessivo massimo di 1.5 litri al mese e di 12 litri all’anno. Per lo stesso motivo può essere accettato un valore di emoglobina più basso rispetto a quello richiesto per la donazione di sangue intero (12.5 g/dl nell’uomo e 11.5 g/dl nella donna). Il 20% del plasma raccolto viene destinato all’uso clinico mentre il restante 80% è avviato al frazionamento industriale per la produzione dei medicinali plasma derivati (MPD), che sono importanti farmaci salvavita. La diminuzione nella raccolta del plasma legata alla pandemia ha determinato anche una minor produzione di MPD, indispensabili nella terapia di numerose patologie croniche. Di conseguenza è assolutamente necessario incrementare questa tipologia di donazione.

Dove donare in Asl3?

Per donare in Asl3 è possibile contattare il Servizio Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’Ospedale Villa Scassi al numero 010 849 2265 dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 14 per prendere appuntamento. Le donazioni vengono svolte dal lunedì al sabato dalle 8 alle 12.
È possibile contattare anche l’Articolazione Organizzativa di Voltri presso Casa della Salute Asl3, Piazza Odicini, 4 al numero 010 849 9827 dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 12.30 per prendere appuntamento. Le donazioni vengono svolte dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12.
Per maggiori informazioni: https://www.asl3.liguria.it/azienda/dipartimenti/dipartimenti-direzione-sanitaria/dipartimento-patologia-clinica/item/60-struttura-complessa-immunologia-e-medicina-trasfusionale.html

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