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Martedì, 06 Luglio 2021 14:59

Pillole di prevenzione - Tiroide: come funziona e come tenerla sotto controllo

Intervista al dott. Enrico Torre, Responsabile S.S.D. Endocrinologia, Diabetologia e Malattie metaboliche Asl3.

Dr. Torre, quali sono le principali patologie a carico della tiroide?

Le principali patologie tiroidee sono rappresentate da noduli e alterazioni della funzionalità.
I noduli tiroidei sono più diffusi nel sesso femminile e si riscontrano di frequente nelle aree a carenza iodica; in generale la loro prevalenza aumenta con l’età. La popolazione ligure, dunque, notoriamente anziana e residente ancora in aree con iodio-carenza lieve/moderata, presenta una elevata prevalenza di patologia nodulare tiroidea. Anche le alterazioni della funzione tiroidea, come l’ipotiroidismo o l’ipertiroidismo per lo più a genesi autoimmune, sono in costante crescita e necessitano di valutazione specialistica, per verificare l’adeguatezza della terapia, prevenire complicanze e garantire un’adeguata qualità di vita.

Nello specifico quali sono i sintomi che ci fanno capire che qualcosa non va?

Quando la tiroide produce un eccesso di ormoni tiroidei, si manifesta una condizione chiamata ipertiroidismo, che può causare tachicardia, palpitazioni, aumento della frequenza di evacuazione, nervosismo, ansia, iperattività, perdita di peso.
Al contrario, l’ipotiroidismo è la ridotta produzione di ormoni tiroidei: nelle fasi iniziali raramente provoca disturbi ma, col passare del tempo, se non curato, può portare all’insorgenza di obesità, dislipidemia, depressione. Possono essere affetti da ipotiroidismo sia soggetti di sesso maschile che femminile, pur essendo più comune tra le donne, soprattutto al di sopra dei 60 anni. I noduli tiroidei sono quasi sempre di riscontro incidentale, poiché nella maggior parte dei casi sono asintomatici; per lo più si tratta di formazioni benigne, solo lo 0,3% ha caratteristiche di malignità e quindi di formazione tumorale.

Ci sono delle abitudini che possiamo introdurre nella quotidianità per prevenire queste patologie?

Per esempio usare poco sale ma iodato. Lo iodio, infatti, rappresenta la “benzina” della tiroide: permette un adeguato funzionamento della ghiandola e previene la formazione di noduli. In particolare durante la gravidanza e l’allattamento è raccomandata un’integrazione con iodio, al fine di garantire un adeguato apporto al bambino in crescita. Pertanto, in caso di desiderio di gravidanza o di avvio della stessa, è necessario consultare l’endocrinologo in presenza di disfunzioni tiroidee, al fine di valutare una eventuale terapia medica mirata. La palpazione della tiroide può identificare, se effettuata in modo corretto, l’eventuale presenza di noduli tiroidei. I test di screening come l’ecografia e gli esami ormonali sono indicati solo in persone ad alto rischio o in coloro che presentano familiarità per malattie della tiroide o malattie autoimmuni. Anche i pazienti che sono stati esposti a irradiazione nella regione del collo necessitano di controlli periodici.

Quali sono i farmaci più utilizzati, ovviamente sempre sotto stretto controllo medico?


La levotiroxina (L-T4), da assumere in un’unica somministrazione giornaliera, al mattino a digiuno, rappresenta il trattamento di scelta nei pazienti ipotiroidei. La posologia deve però essere calibrata attentamente per ogni singolo paziente. Purtroppo, in alcuni soggetti, anche dopo ripetute modifiche di dosaggio, non si riescono ad ottenere i livelli di TSH desiderati. Possibili cause sono il ridotto o variabile assorbimento della L-T4 causato da farmaci, alimenti o patologie gastroenteriche. Una possibile soluzione a tutti questi problemi è rappresentata dalla formulazione orale, liquida o soft gel, della levotiroxina. Questa formulazione presenta un miglior assorbimento e consente una netta riduzione dei tempi di attesa tra l’assunzione del farmaco e la prima colazione, elemento essenziale per migliorare l’aderenza del paziente alla terapia.
Per quanto concerne l'ipertiroidismo il trattamento è attraverso metimazolo. In caso di risposta insufficiente o inadeguata ci si orienta verso una soluzione chirurgica.

Qual è il percorso del paziente?

Il cittadino può accedere al servizio di Endocrinologia mediante richiesta di prima visita rilasciata dal Medico Curante, da prenotare mediante CUP. I tempi di attesa sono generalmente brevi e vengono rispettate le tempistiche di attesa per le richieste prioritarie. L’ecografia tiroidea viene effettuata, se clinicamente indicato, contestualmente alla visita negli ambulatori di Fiumara, di Quarto e Largo XII Ottobre. La visita successiva ed eventuali ulteriori accertamenti – come ecografia di controllo, agoaspirato tiroideo- vengono direttamente prenotati dall’Endocrinologo al momento della visita. È inoltre possibile effettuare visite di controllo in telemedicina per i pazienti che presentano difficoltà, oggettive o organizzative, a recarsi fisicamente negli ambulatori. Le pazienti gravide, infine, hanno un accesso prioritario mediante appuntamento fissato direttamente dal Medico Curante o dal Ginecologo con la nostra Struttura.

Quali sono le peculiarità a livello di servizi Asl3 in ambito metropolitano?

L’ambulatorio endocrinologico della S.S.D. Diabetologia, Endocrinologia e malattie metaboliche Asl3 nelle sedi di Fiumara, Quarto, Largo XII ottobre è dotato di un ecografo che permette, quando clinicamente indicata, l’esecuzione dell’ecografia tiroidea contestuale alla visita. L’associazione di visita ed ecografia tiroidea in un unico momento permette di offrire un servizio completo al paziente, ottimizzare l’offerta e mantenere brevi tempi di attesa. L’aumento dello screening ecografico consente, inoltre, di individuare i pazienti con patologia nodulare tiroidea meritevole di accertamento citologico, che può essere prenotato negli spazi dedicati presso il nostro servizio. L’esecuzione degli agoaspirati tiroidei, nell’ambulatorio dedicato di Fiumara, viene effettuato dall’Endocrinologo in sinergia con l’Anatomo Patologo. Tale collaborazione permette di ridurre il numero di campioni non adeguati/insufficienti e, pertanto, la necessità di ripetizione dell’esame stesso, con conseguente risparmio in termini di spesa sanitaria, tempi di attesa e disagio del paziente.


A chi rivolgersi

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