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Martedì, 13 Luglio 2021 10:20

Pillole di prevenzione: la salute dei reni - le patologie, i sintomi e le terapie

Intervista al dott. Paolo Sacco, Direttore della S.C. Nefrologia e Dialisi Asl3

 

Dott. Sacco, quali sono le principali patologie a carico dei reni?

I reni possono essere interessati da diverse patologie. Esistono malattie specificatamente renali, come le glomerulonefriti (dovute ad un processo infiammatorio), le nefriti tubulo-interstiziali (ad esempio da danno farmacologico), le pielonefriti (causate da un’infezione), l’interessamento renale nel corso di malattie sistemiche (mieloma multiplo, LES e altre collagenopatie), le patologie da ostruzione delle vie urinarie (calcolosi, ipertrofia prostatica, neoplasie) o le malattie ereditarie (rene policistico). Inoltre, negli ultimi anni, stiamo assistendo a un incremento di patologie che colpiscono i reni in quanto organi particolarmente vascolarizzati, come l’ipertensione arteriosa, diabete mellito, sindrome metabolica e dislipidemia, che rappresentano le principali cause di “malattia renale cronica (MRC)”, intendendo con questo una “condizione di alterata funzionalità renale che perdura da almeno tre mesi”. Si stima che a livello mondiale il 10% della popolazione sia affetta da MRC.

Perché è importante che funzionino bene?

Ricordiamo che la principale funzione dei reni è quella di filtrare il sangue in modo che i prodotti di scarto del metabolismo e i liquidi in eccesso possano essere eliminati attraverso l'urina. I reni contribuiscono inoltre al controllo della pressione arteriosa, alla formazione dei globuli rossi e al metabolismo osseo. Quando i reni non funzionano correttamente le sostanze di scarto possono accumularsi nel sangue provocando uno stato di intossicazione: in questo caso si parla di insufficienza renale. L’insufficienza renale può essere acuta o cronica. La prima è caratterizzata da una rapida perdita della funzionalità renale dovuta, spesso, a fattori temporanei: se curata rapidamente, la stessa può regredire e il paziente andare incontro a guarigione. L’insufficienza renale cronica, invece, è sostenuta da un danno non reversibile e tende a progredire più o meno velocemente nel tempo, portando in alcuni casi alla necessità di una terapia sostitutiva come dialisi o trapianto.

Quali sono i campanelli di allarme che ci inducono a rivolgerci allo specialista?

I sintomi derivanti dalle malattie renali possono essere numerosi e diversi, a seconda della patologia che interessa questi organi; spesso i sintomi sono aspecifici, altre volte addirittura possono essere assenti e manifestarsi soltanto in caso di grave compromissione della funzionalità renale. Possono essere evocativi di una malattia renale la presenza di sangue e/o di proteine nelle urine, il dolore in sede lombare (tipico quello della colica renale), la comparsa di edemi agli arti inferiori, le variazioni del volume urinario, ma anche l’astenia, il pallore, la nausea, la febbre, alcune manifestazioni cutanee e sintomi neurologici. In tutti questi casi ci vengono in aiuto gli esami di laboratorio (le alterazioni degli indici di funzionalità renale come la creatinina e l’urea, le caratteristiche del sedimento urinario, i markers immunologici), gli esami strumentali (come l’ecotomografia, la TC e la RM) o esami specifici come la biopsia renale.

La prevenzione può giocare un ruolo importante per la salute dei reni?

La prevenzione è fondamentale per la maggior parte delle patologie renali. La prevenzione primaria delle malattie renali specifiche si basa sulla consulenza del genetista per le malattie ereditarie, sull'uso accorto dei farmaci potenzialmente nefrotossici, sull'uso ponderato del mezzo di contrasto iodato necessario per l’esecuzione di alcune indagini strumentali. Per alcune nefropatie a patogenesi immunologica non è possibile attuare una prevenzione primaria. Per quanto riguarda invece la nefropatia secondaria al diabete mellito o all’ipertensione arteriosa, la prevenzione primaria si attua tramite la modifica dei comportamenti non salutari individuali: fumo, abuso di alcol e sostanze illegali, dieta scorretta e inattività fisica rappresentano comportamenti non salutari che si instaurano spesso già durante l’infanzia o l’adolescenza. Un corretto stile di vita permette infatti di prevenire condizioni patologiche come iperglicemia, ipertensione arteriosa, dislipidemia che, anche se diagnosticate e trattate in tempo, potrebbero non essere reversibili.

Le terapie a disposizione sono efficaci?

La ricerca farmacologica in ambito nefrologico ha da sempre come obiettivo quello di curare la malattia renale in atto e di prevenire o rallentare l’evoluzione dell’insufficienza renale che in alcuni casi ad essa consegue. L’utilizzo sempre più diffuso negli ultimi anni di anticorpi monoclonali ha migliorato in modo netto la qualità delle terapie e conseguentemente la prognosi di molte malattie renali e non solo. Nell’ambito delle patologie ereditarie buoni risultati sono stati ottenuti nel trattamento del rene policistico dell’adulto grazie all’utilizzo di farmaci che rallentano la crescita delle cisti stesse. Per quanto riguarda il trattamento del diabete mellito da alcuni anni vengono utilizzati farmaci che hanno dimostrato un rallentamento e in alcuni casi una regressione della nefropatia diabetica.

C'è poi una serie di farmaci utilizzati nel trattamento delle complicanze dell’insufficienza renale cronica che permettono un buon controllo delle stesse.

Quali sono le specificità del suo Reparto?

La S.C. Nefrologia e Dialisi di ASL3 propone le più moderne terapie farmacologiche per il trattamento delle nefropatie e le tecnologie più avanzate per il trattamento sostitutivo della funzione renale (emodialisi e dialisi peritoneale), così come avviene negli altri centri nefrologici metropolitani e regionali. Particolare attenzione viene rivolta al paziente cronico, grazie anche all’utilizzo di sistemi di telemedicina che permettono di personalizzare la terapia dialitica “da remoto” riducendo così gli accessi agli ambulatori ospedalieri. Il nostro Reparto ha partecipato a diversi studi multicentrici sull’efficacia degli agenti stimolanti l’eritropoiesi nel paziente affetto da anemia renale. Attualmente sta partecipando ad uno studio osservazionale multicentrico sull’efficacia della vaccinazione anti Covid-19 nei pazienti in trattamento dialitico, promosso dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Società Italiana di Nefrologia, e ad uno studio sulla malattia policistica dell’adulto.

Dott. Sacco, veniamo ai consigli pratici: quali sono le principali attività che possono tutelare la salute dei reni?

Esistono poche ma importanti regole per mantenere in buona salute i propri reni. Ve le elenco di seguito:

  • mantenersi attivi e in forma: seguire uno stile di vita attivo e tenersi in buona forma fisica aiuta a ridurre la pressione sanguigna e quindi riduce il rischio di malattia renale cronica
  • mantenere nella norma i livelli di glicemia: poiché quasi la metà delle persone che hanno il diabete sviluppa un danno ai reni, è importante in queste persone verificare regolarmente la loro funzione renale. Il danno renale da diabete può essere ridotto o prevenuto se rilevato precocemente
  • tenere sotto controllo la pressione sanguigna: l'ipertensione arteriosa è definita il “killer silenzioso”, in quanto può causare danni a vari organi, tra cui i reni
  • mangiare sano e controllare il peso: una corretta alimentazione può aiutare a prevenire il diabete, le malattie cardiache e altre condizioni associate alla malattia renale cronica
  • ridurre l'assunzione di sale: l'assunzione di sodio raccomandata è di 3-6 grammi di sale al giorno (circa un cucchiaino). Per far questo occorre limitare l’assunzione della quantità di alimenti trasformati (conservati) e limitare l'aggiunta di sale nei cibi
  • bere una adeguata quantità di liquidi durante la giornata (nel caso patologie cardiologiche chiedere sempre consiglio al Medico curante
  • non fumare: il fumo può compromettere l’integrità dei vasi sanguigni dei reni compromettendone la funzionalità
  • attenzione all’assunzione dei farmaci: un'eccessiva assunzione di alcuni farmaci (ad esempio di FANS) potrebbe causare danni ai reni. Per tale motivo occorre sempre chiedere consiglio al proprio medico
  • Nel caso si sospetti una patologia renale, o in presenza di fattori di rischio (come diabete e ipertensione), eseguire alcuni test semplici e a basso costo come l’esame urine e il dosaggio ematico della creatinina.

 A chi rivolgersi 

Sedi e contatti S.C. Nefrologia e Dialisi

 

 

 

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