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Martedì, 20 Luglio 2021 13:50

Pillole di prevenzione - Giovani e dipendenze tecnologiche: come prevenirle e affrontarle

Intervista alla dott.ssa Cristiana Busso, Psicologa e Coordinatore Gruppo Dipendenze Tecnologiche S.C. Ser.T.

 

Dottoressa Busso, quali sono i segnali ai quali i genitori devono prestare attenzione nell’uso della tecnologia da parte dei propri figli? Quando si può parlare effettivamente di dipendenza?

Quando si affronta la tematica del rapporto con la tecnologia dobbiamo tenere presente che, nella società odierna, non è semplice distinguere ciò che è “normale” da ciò che è “patologico” a causa della costante iperconnessione che caratterizza la vita sia degli adulti che dei ragazzi.

Rispetto all’adolescenza bisogna saper riconoscere la differenza tra un uso sano e integrato, a sostegno dei bisogni evolutivi di crescita – come socializzazione, sperimentazione ed immagine di sé -  da un uso problematico e disfunzionale.

In questo senso va tenuto presente che i parametri più importanti sono, non soltanto il tempo trascorso, ma piuttosto la modalità di utilizzo della rete: che cosa il ragazzo fa on line e come lo fa e i significati di tali comportamenti. I rischi vanno valutati in funzione di ogni persona, del suo contesto relazionale e familiare.

Non è efficace da parte dei genitori mettere in atto in modo impulsivo una drastica interruzione dell’utilizzo della rete e della tecnologia - come per fare qualche esempio: staccare la spina, interrompere la connessione, sottrarre i dispositivi… - in quanto ciò può anche determinare un peggioramento dello stato emotivo del figlio con esplosioni di aggressività.

È necessario chiedere aiuto agli esperti per evitare di adottare modalità controproducenti e rischiose.   Qualora i genitori avessero preoccupazioni o dubbi su come comportarsi possono rivolgersi ad un professionista per essere aiutati a comprendere meglio il tipo di uso che viene fatto dai loro figli dei dispositivi e della rete.

 

Alcuni sintomi delle dipendenze tecnologiche:

Aumento progressivo del tempo dedicato ai videoschermi (videogiochi, social, serie tv, rete, messaggistica…) e diminuzione di quello utilizzato per gli impegni scolastici, lavorativi, sportivi.

Aumento delle assenze scolastiche con, talvolta, una diminuzione del profitto.

Immersione nel mondo della rete e crescente difficoltà a staccarsi dai dispositivi e ad autoregolarne l’uso.

Alterazioni nel ritmo sonno/veglia, disordini nell’alimentazione, progressivo disinteresse verso la cura personale

Comparsa di alcune problematiche fisiche (bruciore agli occhi, mal di testa, dolori muscolari), cambiamenti umorali (irritabilità, ansia, aggressività)Aumento dell’impiego di denaro utilizzato per videogiocare (acquisto di migliorie e potenziamenti proposti dai videogiochi).

La prevenzione inizia nell’infanzia, soprattutto in merito all’uso della tecnologia. Le linee di indirizzo per le attività di prevenzione primaria sottolineano come il supporto alla famiglia rispetto al suo ruolo educativo costituisca la principale strategia verso il rischio di comportamenti di dipendenza.

Quali sono le mosse a disposizione in via preventiva per combattere il fenomeno?

È importante che la coppia genitoriale abbia un confronto e un accordo rispetto allo stile educativo e alle regole da porre in riferimento all’uso dei dispositivi.

La tecnologia va introdotta con gradualità. L’affiancamento dei figli all’uso della tecnologia parte dall’infanzia e prosegue negli anni per trasformarsi da “spazio di vigilanza” a “spazio di relazione”.

Non bisogna confondere una “confidenza” con i dispositivi con una “competenza digitale”. I bambini imitano quello che vedono e pertanto i genitori devono essere consapevoli delle proprie modalità di utilizzo dei dispositivi.

Non è opportuno mettere i bambini in contatto con i dispositivi troppo precocemente, (mai prima dei tre anni) ed è necessario seguire le indicazioni fornite che suggeriscono le età consigliate (PEGI sui videogiochi).

I genitori non dovrebbero utilizzare i dispositivi per “intrattenere” i figli o come premi per un comportamento richiesto.
Per meglio regolare l’uso della tecnologia e della rete, i genitori dovrebbero conoscere e fare esperienza diretta degli oggetti di consumo che i figli vorrebbero scaricare (videogiochi, applicazioni, social, chat…).

All’interno del Sert Distretto 13 esiste da oltre 10 anni un’attività consolidata di prevenzione primaria alle dipendenze, rivolta ai genitori dei bambini dai 3 ai 10 anni, che coinvolge anche i docenti e che pone uno sguardo, sempre aggiornato, sulle modalità di utilizzo da parte dei bambini della tecnologia e dei prodotti mediali.

Sono realizzati dagli operatori Sert incontri di sensibilizzazione e formazione rivolti agli insegnanti delle scuole secondarie di primo grado e degli Istituti Superiori sui temi delle dipendenze tecnologiche all’interno di progetti di prevenzione che privilegiano come target gli adulti di riferimento.

Quali strumenti Asl3 mette a disposizione delle famiglie per la cura delle dipendenze tecnologiche?

Esiste all’interno dell Sert il Gruppo Interdistrettuale Dipendenze Tecnologiche i cui settori di interesse sono: ricerca, formazione, prevenzione, trattamento, centrati soprattutto sul target adolescenti, giovani adulti e loro familiari in risposta alle richieste di aiuto più frequenti, ma sono ricomprese anche tutte le forme dipendenza tecnologica che possono riguardare anche la popolazione adulta: trading compulsivo online, shopping compulsivo online, dipendenza da relazioni e sesso virtuale, ricerca eccessiva di informazioni in rete e altro.

Il gruppo Dipendenze Tecnologiche è composto da più di venti operatori, di diverse professionalità quali  psicologi, medici, assistenti sociali, educatori, infermieri che svolgono la funzione di referenti all’interno dei loro Servizi territoriali di appartenenza, in modo che in ogni parte della città ci siano operatori specializzati e dedicati a tali problematiche. Fa parte del Gruppo Dipendenze Tecnologiche il responsabile di “MySpace”, progetto della S.C. Sert che si sta occupando di adolescenti anche con problematiche legate all’uso intensivo dei videogiochi con laboratori specifici.

 

Obiettivi del Gruppo Dipendenze Tecnologiche Asl3:

sviluppare un pensiero critico di fronte all’allarme mediatico e sociale, con un aggiornamento continuo sul tema delle dipendenze tecnologiche;

accogliere e rispondere alle richieste di aiuto dei genitori preoccupati per il rapporto dei figli con la tecnologia e la rete;

raccogliere il bisogno di informazione e formazione da parte del mondo della scuola e delle agenzie educative

costruire una rete tra operatori di diversi Servizi.

 

Gli strumenti di cura utilizzati all’interno dei Sert per tali problematiche sono: colloqui di accoglienza della domanda di aiuto e valutazione diagnostica del problema, interventi psicologici e psicoeducativi sia per la famiglia che per il ragazzo, interventi psicoterapici individuali e familiari, interventi domiciliari nel caso di adolescenti ritirati socialmente con lo scopo di valutare la situazione e creare un possibile aggancio, anche utilizzando videochiamate. Qualora si ritenga necessario si coinvolgono nella presa in carico del caso anche altri Servizi che possono contribuire per le loro competenze (N.P.I.A., Consultorio, Salute Mentale).

 

Ciascuno di noi può contribuire a migliorare il contesto delle dipendenze?

Il rischio di un uso problematico e di dipendenza dalla rete e dai dispositivi vale anche per il mondo adulto.

I cambiamenti introdotti dalla tecnologia, la portabilità, l’immediatezza della comunicazione, la mancanza di confini tra l’uso lavorativo e ricreativo possono determinare un utilizzo compulsivo. Ogni individuo ha il compito di auto osservarsi e di migliorarsi rispetto alla propria capacità di regolazione dei tempi e dei modi di utilizzo dei videoschermi. Ogni cittadino è chiamato a sviluppare una riflessione per evitare sia la demonizzazione che la banalizzazione della tecnologia. Non è utile incolpare la rete, ma comprenderne i significati, nonostante i possibili pregiudizi.

È importante essere informati su queste problematiche e sulle possibili soluzioni anche per poter orientare coloro che potrebbero aver bisogno di aiuto.

  

Ricerca e collaborazioni sul tema                                                                                                         

Il gruppo Dipendenze Tecnologiche ha collaborato negli anni 2018 e 2019 alla ricerca predisposta dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Genova sull’uso della rete da parte dei giovani genovesi.

La Ricerca: “Dipendenza da Internet e benessere psicologico in giovani adulti liguri” è stata presentata il 6 febbraio 2019 presso il DISFOR Università di Genova.

Qui il link per poter leggere il Report: https://www.asl3.liguria.it/archivio-comunicazioni/item/2216-i-giovani-e-la-rete-focus-sulle-dipendenze-da-internet.html

 Il referente e coordinatore del Gruppo Dipendenze Tecnologiche collabora al progetto: “Rete Senza Fili. Internet Addiction Disorder (IAD): tante connessioni possibili. Mappatura e Censimento delle risorse territoriali” in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e il Gruppo IR (Interregionale) Dipendenze. 

 

A chi rivolgersi

Referente e Coordinatore Gruppo Dipendenze Tecnologiche S.C. Sert: Dott.ssa Cristiana Busso tel. 010 849 6241 - mail: cristiana.busso@asl3.liguria.it 

 

Gli operatori dedicati ai temi delle Dipendenze Tecnologiche sono contattabili all’interno dei seguenti Sert Distrettuali:

Distretto 8          tel. 010 849 9877                           sert.distretto8@asl3.liguria.it

Distretto 9          tel. 010 849 7447                           sert.distretto9@asl3.liguria.it 

Distretto 10       tel. 010 849 4030                           sert.distretto10@asl3.liguria.it 

Distretto 11       tel. 010 849 7686                           sert.distretto11@asl3.liguria.it 

Distretto 12       tel. 010 849 4827                           sert.distretto12@asl3.liguria.it 

Distretto 13       tel. 010 849 6330                           sert.distretto13@asl3.liguria.it 

 

Approfondimento

Intervista di Monica Pinna di Euronews
https://it.euronews.com/2021/01/29/la-dipendeza-tecnologica-dei-giovani-e-aumentata-con-la-pandemia

 

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