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Mercoledì, 13 Giugno 2012 00:00

"Adotta l'ambulatorio"

Genova, 13 giugno 2012

Stamane è stata presentata alla popolazione e agli organi di informazione la collaborazione dell’Azienda Sanitaria Locale n. 3 Genovese con il Comune di Genova, l’Associazione AFET Aquilone onlus e la Cooperativa Mater Domina nella gestione dell’ Ambulatorio del “Ghetto”. All’evento erano presenti per la Regione Liguria l’assessore alla salute Claudio Montaldo, per il Comune di Genova il Vicesindaco con delega al centro storico Stefano Bernini, per ASL3 il Direttore Generale Corrado Bedogni, il Direttore Sanitario Ida Grossi e la responsabile dell’URP Natascia Massocco, per AFET Aquilone e progetto PADISS a dr.ssa Rossella Ridella.

L’ambulatorio è una struttura a bassa soglia dedicata in particolare agli abitanti del quartiere del Ghetto, senza distinzione di genere, lingua, religione, nazionalità, o qualsiasi altra caratteristica della persona che desidera accedere al servizio, si tratti o meno di residente nel Comune di Genova.

L’Ambulatorio è parte di un sistema molteplice di attività sviluppato sulla base del Progetto PADISS (Progetto Accoglienza Diurna per l’Inclusione Socio Sanitaria - attivo da ottobre 2011 con oltre 1000 primi accessi) realizzato con finanziamento FEI - Ministero dell’Interno, che prevede attività di accoglienza ed orientamento, ambulatorio infermieristico, consulenza legale, presidio sul territorio e promozione della socialità, ed ora potenzia l’attività sanitaria e di ascolto.

La gestione congiunta tra pubblico e privato sociale si è infatti ulteriormente concretizzata attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Comune di Genova, ASL3 Genovese, AFET Aquilone onlus e Coop. Mater Domina, che prevede di implementare, tramite ASL3, l’offerta dell’ambulatorio con ore di specialistica in infettivologia, consulenza psicologica e psichiatrica, sportello multilingue e mediazione culturale. Tale incremento non comporta maggiori costi per ASL3, dal momento che si tratta di prestazioni svolte all’Ambulatorio del “Ghetto” anziché nei servizi di appartenenza. I servizi di ASL3 ad oggi coinvolti, che operano presso l’ambulatorio dal 3 aprile u.s., sono dunque la Struttura Complessa Sert Ponente e la Struttura Complessa Salute Mentale Distretto Centro afferenti al Dipartimento di Salute Mentale e Tossicodipendenze, l’URP e la Struttura Gestione e smaltimento rifiuti. Le prestazioni erogate tramite detti servizi dal 3 aprile ad oggi ammontano a 140 complessivamente.

Il personale che opera al Ghetto è stato selezionato in base alla professionalità, all’esperienza, alla competenza ma anche all’attitudine personale.

Anche se la popolazione del Ghetto è per gran parte maschile, da settembre, verrà attivato anche un canale agevolato per l’invio delle donne e bambini che si presenteranno al Ghetto presso i servizi consultoriali di ASL3 siti in Viale Brigate Partigiane 14, 2° piano.

L’articolazione della collaborazione tra istituzioni e privato sociale rappresenta un passo innovativo dal momento che è la struttura pubblica a spostarsi, anche territorialmente, per andare incontro ad una fascia di popolazione che necessita di maggiore attenzione e che spesso riscontra difficoltà nell’accedere alle strutture istituzionali.

Peraltro, nella zona del “Centro Storico”, dove vive la maggior concentrazione di cittadini di origine straniera della città (22,4% rispetto alla media cittadina del 7,5%), ASL3 non aveva un presidio sanitario, che invece risulta necessario anche per drenare accessi dai pronto soccorsi cittadini, che ormai costantemente risentono di sovraffollamenti impropri.

Tutto il distretto “Centro”, nel 2011, ha censito 12.950 stranieri residenti di cui 10.162 nel centro est e 2.788 nel medio levante. Il distretto cittadino che assorbe la maggior parte di popolazione straniera residente rimane sempre il “Medio Ponente” con 15.615 stranieri censiti. La nazionalità più presente in generale a Genova è quella ecuadoriana con 19.127 residenti su un totale di 65.589, pari al 29,2% (dati tratti dal VII Rapporto sull’immigrazione a Genova) .

E’ tuttavia importante rilevare, che il combinarsi di risorse diverse e il grosso apporto dell’attività volontaria (anche medica e infermieristica) possono prefigurare la possibilità della trasformazione di questa esperienza in una risorsa permanente nel quartiere e per il quartiere. Ciò tuttavia richiede una pratica d’attivazione e partecipazione permanente intorno all’ambulatorio che AFET Aquilone onlus ha sintetizzato nell’appello che vuole rivolgere a tutti attraverso lo slogan “ADOTTA L’AMBULATORIO”. Si tratta di pensare insieme una modalità di coinvolgimento che trasformi un’esperienza proficua ma legata alla precarietà degli interventi basati su progetti brevi, in un pratica permanente a vantaggio degli abitanti attuali e futuri della zona.

Scarica la Brochure sull'ambulatorio del Ghetto

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