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Giovedì, 18 Ottobre 2012 00:00

Dal 2 ottobre attivo il call center che richiama le ragazze per vaccinarsi contro l'HPV

Genova, 18 ottobre 2012

La vaccinazione contro l’HPV effettuata in giovane età e lo screening mediante Pap-test, effettuato a partire dai 25 anni di età, sono gli unici strumenti in grado di prevenire il carcinoma della cervice uterina. La Regione Liguria sin dal 2008 ha avviato una campagna di vaccinazione rivolta alle ragazze nel 12esimo anno di età.

Per aumentare nella popolazione la consapevolezza su questo tipo di tumore e la risposta alla chiamata vaccinale, l’Azienda Sanitaria 3 Genovese nel giugno scorso ha siglato un protocollo d’intesa con GlaxoSmithKline (azienda farmaceutica particolarmente impegnata nella ricerca e nella commercializzazione di farmaci e vaccini) aggiudicataria della gara regionale per la fornitura biennale di vaccino anti-HPV. Il protocollo d’intesa prevede diverse iniziative per contattare ed informare le famiglie sia direttamente, sia attraverso gli operatori sanitari.

Gli operatori di un Call Center Sanitario dedicato, dal 2 ottobre, hanno dunque iniziato a contattare le famiglie cercando di conoscere meglio le ragioni della mancata adesione alla vaccinazione e, al contempo, fornire un servizio di informazione qualificata per rispondere alle domande più frequenti sulla vaccinazione stessa. Ad oggi le telefonate sono state gradite dalle famiglie che interpretano la chiamata come un servizio in più messo a disposizione delle ragazze da parte della ASL. Tale gradimento, probabilmente, è anche dovuto allo skill delle operatrici, donne, che effettuano la chiamata e che si pongono come donne e madri nei confronti delle mamme delle ragazze.

Qualora la persona contattata riveli interesse, grazie al Call Center Sanitario, è inoltre possibile approfondire eventuali dubbi richiedendo un counseling vaccinale personalizzato con l’esperto sanitario della ASL e ricevendo informazioni su dove e quando poter eseguire la vaccinazione.

L’obiettivo di copertura vaccinale (HPV) per l’Italia, fissato dal nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale per gli anni 2012-2014 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12.3.2012, S.O.), prevede un progressivo incremento fino al 95% nel 2014.

Ad oggi il nostro Paese, pur nell’ambito di un’elevata variabilità tra le diverse Regioni, è ancora molto lontano dal raggiungimento di questo obiettivo. In particolare, la media italiana riporta che almeno una dose di vaccino è stata somministrata al 69,8% delle bambine nate nel 1997. Negli anni successivi, la percentuale di vaccinate è scesa: per l’anno di nascita 1998 la media italiana si è attestata al 68,1%, mentre per il 1999 la media nazionale è stata del 67,1%.

La Liguria risulta in linea rispetto ai dati nazionali con coperture vaccinali (3 dosi) relative all’area regionale mediamente, per le coorti ’97, ’98, ’99, al di sotto del 70%.

Nasce da queste osservazioni l’iniziativa della ASL 3 Genovese, che ha tra i suoi obiettivi la comprensione delle cause di mancata adesione da parte delle giovanissime alla proposta di vaccinazione, e l’incremento della copertura vaccinale. Va da sè che in questo contesto gioca un ruolo fondamentale il pediatra di famiglia che rappresenta il primo interlocutore delle mamme e che può consigliare la vaccinazione.

L’intesa pubblico-privato, prima iniziativa del suo genere in Italia, prevede il supporto di GSK nello svolgimento di queste attività, decise e gestite, per modalità e contenuti, in totale autonomia da parte di ASL 3 Genovese, nel pieno rispetto delle regole in tema privacy.

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