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Lunedì, 08 Novembre 2021 14:16

Pillole di prevenzione - Ansia, stress e depressione

 Il dottor Rocco Luigi Picci, Direttore della S.C.Salute mentale del Distretto 10, approfondisce in un'intervista il tema della depressione e dei disturbi d'ansia

Che cos’è la depressione? E che differenza c’è tra depressione e tristezza?

In termini tecnici, possiamo dire che la depressione rientra nei cosiddetti disturbi dell’umore, vale a dire in quel gruppo molto eterogeneo di quadri clinici caratterizzati da un’alterazione significativa dell’affettività. L’affettività è quella condizione che indirizza e colora la vita psichica e quindi l’esistenza di ogni essere umano. In termini meno tecnici, ma forse più indicativi, la depressione è malattia dell’anima, della psiche e del corpo che coinvolge aspetti privati e profondi della persona, che può rovinare la sua esistenza. Una malattia che, se non adeguatamente trattata, tende a ripresentarsi e cronicizzare. La tristezza, invece, è quello stato d’animo, che tutti abbiamo sperimentato, connesso alla sensazione di perdita o di abbandono, all’evocazione di qualcosa che non c’è più. La tristezza è quindi fisiologica e transitoria e tende a non interferire con il funzionamento sociale, lavorativo e relazionale. La depressione è invece una sindrome, un complesso di sintomi, un’esperienza qualitativamente e quantitativamente più intensa della tristezza: è una patologia e, come tale, necessita di essere trattata.

La depressione è un disturbo comune? Colpisce più le donne o gli uomini?

La depressione è il disturbo psichico più diffuso nel mondo, ne soffrono circa 15 persone su 100, e durante la crisi pandemica i casi sono aumentati. La sua prevalenza è doppia nel sesso femminile rispetto a quello maschile. Sono diverse le ipotesi fatte per spiegare questa maggior prevalenza nella donna: da un lato sono in causa fattori psicosociali, nel mondo occidentale le donne si trovano in condizioni più stressogene rispetto agli uomini, riguardo a identità, lavoro, ruolo, gratificazione; dall’altro giocano un ruolo importante anche i fattori biologici, in particolare i delicati equilibri ormonali, i loro ritmi biologici e l’impatto che essi hanno sul cervello. Esistono infatti quadri depressivi associati a specifici momenti del ciclo riproduttivo femminile come la depressione premestruale, la depressione in gravidanza e nel post-partum e quella perimenopausale.

Come si manifesta la depressione? Quali sono i sintomi?

Il quadro clinico dell’episodio depressivo è caratterizzato da una serie di sintomi afferenti ad almeno quattro dimensioni, tra queste la emotivo-affettiva presenta sintomi come tono dell’umore triste o l’anedonia, cioè l’incapacità di provare interesse per ciò che prima dava piacere.   Nell’ambito della dimensione cognitiva e della dimensione psicomotoria si avranno rispettivamente una sensibile riduzione delle capacità di concentrazione e di memorizzazione  e un rallentamento dell’attività motoria. La dimensione somato-vegetativa, vale a dire corporea, invece, è caratterizzata da una diminuzione o perdita dell’appetito, come conseguenza della perdita di interesse per i piaceri della vita; talvolta invece può verificarsi un incremento dell’assunzione alimentare e del peso. Anche i disturbi del sonno rappresentano uno dei sintomi più frequenti e precoci.  Tipicamente il depresso sprofonda nel sonno la sera e si sveglia nel cuore della notte o molto presto al mattino. Il sonno è sovente disturbato da incubi e il risveglio è carico di angoscia al pensiero di un altro giorno impregnato della sofferenza depressiva.

Cos’è l’ansia e quali sono i suoi sintomi più caratteristici?

L’ansia è un segnale di allarme che la mente attiva quando avverte una situazione di pericolo. Si tratta di una reazione individuale a un senso di sproporzione fra ciò che dobbiamo affrontare e le capacità che riteniamo effettivamente di possedere. È possibile distinguere tra ansia normale, attivazione generalizzata delle risorse psichiche e fisiche di fronte ad uno stimolo reale, e ansia patologica, che è quantitativamente e qualitativamente abnorme rispetto allo stimolo e porta a inibizione o menomazione psicologica e fisica con una riduzione delle capacità operative della persona. Di fatto, l’ansia si può presentare sia con sintomi psichici, per esempio l’incapacità a rilassarsi e la preoccupazione per il futuro, sia con sintomi fisici, come la tachicardia e le variazioni dei valori della pressione arteriosa. A volte poi l’ansia può manifestarsi in forma critica e improvvisa, senza uno stimolo apparentemente adeguato, ossia l’attacco di panico. Esso in genere dura pochi minuti ma successivamente, quasi sempre, si porta dietro la paura che l’attacco si ripresenti.

Ansia e depressione possono essere presenti contemporaneamente?

Accade molto spesso che i sintomi ansiosi si associno ai sintomi depressivi. Il paziente, accanto alla tipica sintomatologia depressiva, può presentare sintomi psichici e somatici di ansia, eccessiva preoccupazione per ogni evento, incapacità di fare fronte ai compiti richiesti dal suo ruolo, timore di ogni situazione nuova. Il paziente depresso è generalmente apatico, non frequenta amici e conoscenti, è inattivo, riduce progressivamente i propri spostamenti. Alcuni pazienti invece possono comportarsi in maniera opposta. Sono irrequieti, continuamente affaccendati, agitati, irritabili. È la cosiddetta depressione agitata.

I disturbi d’ansia e depressivi sono “malattie” cerebrali o un problema psicologico?

Il moderno modello riguardo alle cause della depressione, dell’ansia e della malattia mentale in generale è un modello complesso di interazione e reciproca influenza tra fattori biologici, psicologici e sociali. Nonostante le notevoli scoperte recenti, attualmente la psichiatria non ha sufficienti strumenti per poter affermare che la depressione è “semplicemente” una malattia cerebrale, al pari del morbo di Parkinson, dell’epilessia o della demenza. La depressione, per esempio, deriva dal concorso e dal reciproco influenzamento tra numerosi fattori di rischio e fattori protettivi, quali, per fare qualche esempio, la genetica, la presenza di fattori stressanti in gravidanza, il tipo di attaccamento e le relazioni primarie nella prima infanzia, gli eventi traumatici e l’esperienza di perdita nella vita.

Qual è il trattamento più efficace per l’ansia e la depressione?

I disturbi ansiosi e depressivi possono essere efficacemente curati attraverso un approccio psicoterapico e/o farmacologico, spesso associati. I farmaci sono in grado di produrre significativi miglioramenti nel disturbo depressivo riducendo i sintomi e inducendo un miglioramento del benessere generale. La psicoterapia è un intervento condotto con tecniche psicologiche con lo scopo di analizzare ed affrontare le cause e i comportamenti correlati alla situazione critica e al malessere che il soggetto sta vivendo. Già da tempo si è visto che i farmaci antidepressivi sono efficaci perché agiscono sui sistemi neurotrasmettitoriali, cioè sui messaggeri chimici del cervello e provocano una modificazione di specifiche zone cerebrali. Più recentemente si è scoperto che anche la psicoterapia è in grado di modificare, attraverso processi di neuroplasticità, più lenti, ma più duraturi, quegli stessi sistemi biologici. Per questo motivo, le linee guida internazionali indicano l’opportunità di un approccio farmacologico, integrato a quello psicologico.


A chi rivolgersi
Per maggiori info Dipartimento S.C. di Salute Mentale: https://www.asl3.liguria.it/azienda/dipartimenti/dipartimenti-direzione-sociosanitaria/salute-mentale-e-dipendenze.html


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