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La tossina botulinica nelle patologie neurologiche

 

Da alcuni anni la tossina botulinica sta vivendo una fase di notorietà mediatica per il suo utilizzo per scopi cosmetici.
Meno conosciuto ne è l'utilizzo in ambito clinico, anche se le prime applicazioni della tossina botulinica in alcuni casi di strabismo risalgono agli anni '80. L'interesse della neurologia per la tossina botulinica si è acceso quando è stata impiegata con successo nel trattamento del blefarospasmo e dell'emispasmo facciale.

Da alcuni anni questa tossina rappresenta un farmaco spesso insostituibile per la cura di numerose malattie neurologiche, gastroenteriche, urologiche.
Attualmente non esiste nessun'altra terapia con così tante applicazioni cliniche e una così ampia diffusione nelle più diverse specialità mediche. Nella malattia di Parkinson, ad esempio, è efficace sia sui classici disturbi motori come bradicinesia, tremore, rigidità e instabilità posturale, sia su quelli non motori meno noti come scialorrea, seborrea, iperidrosi, impellenza vescicale o stipsi.

Scopo di questo convegno, in programma a Genova il 23 gennaio e rivolto a tutti gli operatori della sanità (MMG, neurologi, fisiatri, fisioterapisti, logopedisti, tecnici di neurofisiopatologia) a contatto quotidiano con persone affette da patologie che possano trarre giovamento dall'impiego di questa sostanza, è di delineare e approfondire le indicazioni, i vantaggi e i limiti di un uso corretto della tossina botulinica.

Per maggiori informazioni consulta il programma (.pdf 35 kb) della giornata


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