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Ma quanto mi gonfio?! 2007

La ASL3 Genovese scende in campo per sensibilizzare i giovani sui rischi derivanti dal consumo di alcool e per metterli in guardia dai comportamenti a rischio messi in atto dopo aver consumato di birra, vino & co.

Nulla di strano, visto che il Dipartimento delle Dipendenze e Comportamenti di Abuso persegue da sempre l'obiettivo della prevenzione. L'aspetto interessante è che, dopo il successo del 2006, grazie alla collaborazione con i Servizi alla Persona del Comune di Genova e con AFET AQUILONE, Associazione Famiglie per la lotta contro l'emarginazione giovanile e la solidarietà ai tossicodipendenti, la campagna si sposta di nuovo nei luoghi della movida più cari ai giovani.

Le date e le sedi sono state rese note nel corso della presentazione ufficiale, avvenuta martedì 19 giugno nella Sala dei Chierici della Biblioteca Berio, di Ma quanto mi gonfio?! 2007.

Si parte venerdì 22 giugno in Piazza San Lorenzo dalle ore 18 alle ore 2. Poi appuntamento il 23 al Festival Play sotto alla Lanterna dalle ore 18 alle 2, il 26 al Liquid Art Caffè di Piazza Savonarola dalle ore 21 alla 1, il 28 allo Sporting Club di Corso Italia dalle 23 alla 1, il 30 al Banano Tzunami del Porto Antico dalle ore 21 alle 2, il 6 luglio in passeggiata a Pegli e ad Arenzano dalle ore 18 alle 24, il 7 in stazione e in passeggiata a Nervi dalle 20 alle 2, il 13 al Festival Disorder Drama al Centro Sociale Terra di Nessuno del Lagaccio dalle ore 21 alle 2 e si concluderà il 14 a Porta Siberia dalle 19 alle 2.

Nel corso delle serate i ragazzi potranno anche colloquiare con gli operatori socio-sanitari per porre domande più approfondite, nell'ottica di combattere l'abuso di bevande alcoliche. Per tutti poi possibilità di altresì di misurare il proprio tasso alcolico in un camper dotato di etilometro.

Il target di pubblico individuato è la fascia di età tra i 14 e i 34 anni. Grazie alla collaborazione con i gestori dei locali gli operatori distribuiranno informazioni attraverso l'opuscolo informativo realizzato per l'occasione e sottoporranno ai ragazzi un breve test con cui, indagando in forma anonima su stili di vita e abitudine all'uso di sostanze da parte dei giovani, potrà poi essere tratto un quadro generale sulla situazione genovese.

I questionari compilati nel 2006 hanno fornito risultati allarmanti: il 40% dei soggetti intervistati ammette di aver fatto sesso senza precauzioni dopo una bevuta, il 65% ammette di aver mischiato alcool con cannabinoidi, cocaina, ecstasy, il 63% dichiara di aver guidato dopo aver bevuto, il 26% dichiara di essersi fatto male o aver fatto male ad altri a causa del bere.

Ecco nel dettaglio i dati emersi dall'indagine 2006:

  • 3068 persone (1667 maschi e 1373 ragazze e 28 non dichiarati)
  • età media 25,5 anni
  • 40,81% sono studenti
  • il 40,68% lavora,
  • il 4,73% è uno studente lavoratore
  • l'8,60% ha un lavoro saltuario
  • 2,44% sono i disoccupati

Il campione intervistato ha ammesso di aver avuto incidenti a causa del bere nel 39,39% dei casi e di aver avuto rapporti sessuali non sicuri dopo aver bevuto (30,30%).
Solo il 12,12% beve un aperitivo al giorno, l'84,85% ritiene l'alcol pericoloso quanto le droghe ma il 75,76% dichiara di aver guidato dopo aver bevuto. Il 69,70 afferma che per divertirsi non c è bisogno di bere eppure il 69,63 ha mischiato alcool e sostanze.

Un quadro contradditorio, quindi. I diciottenni si sento invincibili e invulnerabili, tengono a bada la paura della morte e della malattia con la sfida estrema, con la pericolosità, con il senso di indistruttibilità.
La consapevolezza dei rischi non incide sui comportamenti al punto di modificarli, tanto meno in queste fasce d'età dove il concetto di salute e salvaguardia dello stesso è totalmente diverso da quello di chi ha più anni sulle spalle.
La leva, secondo gli operatori, potrebbe essere la potenziale perdita di indioendenza dovuta a interventi repressivi come il ritiro della patente.


E proprio dalla riflessione sulla campagna precedente nasce quella attuale, con tre obiettivi: raggiungere un alto numero di giovani con una corretta informazione sulle sostanze, sui rischi legati al consumo e sui rischi legati ai comportamenti; indagare sulle sostanze in circolazione nella nostra città, sulle modalità e sui luoghi e sulle ore di consumo; valutare la percezione dei rischi legati all'uso e il luogo/persona ideale con cui parlarne se le persone ne avvertissero la necessità.

Le novità di questa campagna sono rappresentate dalla presenza, insieme agli operatori, di gruppi di pari età rispetto al target individuato e dall'utilizzo di un pulmino meno ingombrante della tradizionale unità di strada, meno connotato agli occhi dei ragazzi. Non più parlare dei giovani, ma ai giovani e ai loro interlocutori (animatori, baristi, gestori di locali ed eventi) nei luoghi che frequentano abitualmente, ritenendo che la barriere che impediscono un'effettiva efficacia dell'informazione. Il bere più alla maniera "nord europea" piuttosto che "mediterranea", la ricerca dello "sballo", lo status symbol della bottiglia in mano, sono elementi di allarme sui quali occorre che riflettere e intervenire per cercare di segnare rapidamente un'inversione di tendenza di uno stile di vita altamente pericoloso.


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