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Comunicato stampa

A Campo Ligure presentate UTAP e RSA

Genova, 15 marzo 2008

Oggi 15 marzo 2008, presso la Sala del Consiglio Comunale di Campo Ligure, si è svolto l'incontro organizzato da Regione Liguria, ASL3 Genovese e Comune sul "Sistema dei Servizi Sociosanitari nelle Valli Stura ed Orba" in cui è stato presentato l'inserimento della "medicina di gruppo" nella struttura ex San Michele Arcangelo ed il potenziamento della RSA di mantenimento.

L'appuntamento ha rappresentato l'occasione per fare il punto sulla rete di assistenza organizzata, ormai divenuta una realtà in questa Valle. Il Sindaco di Campo Ligure Antonino Oliveri ha sottolineato l'impegno della Regione e di ASL3 nel creare le condizioni e risolvere le problematiche relative all'apertura della struttura secondo il nuovo modello UTAP.
L'UTAP (Unità territoriale di Assistenza Primaria) consiste nell'integrazione dei servizi del poliambulatorio (CUP, punto prelievi, anagrafe sanitaria, ambulatorio infermieristico, guardia medica, ortopedia, cardiologia, chirurgia, dermatologia, endocrinologia, odontoiatria, ostetricia e ginecologia, ORL, urologia) con quelli offerti dai Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta. L'UTAP di Campo Ligure rappresenta la prima, e ad oggi unica in Liguria, realtà di sperimentazione di questo nuovo modello organizzativo nell'ambito delle cure primarie, sulla base di quanto indicato dal Ministro della Salute con la denominazione "Case della Salute".

Il Presidente dell'Ordine dei Medici Enrico Bartolini ha ringraziato i Medici di Famiglia operativi nelle vallate che "svolgono un ruolo rilevante ed operano spesso in condizioni di disagio, pur lavorando da anni 24 ore su 24". "Questo loro impegno", ha spiegato inoltre Bartolini "consente alla popolazione delle vallate di non dover ricorrere ai centri di assistenza cittadini per le prime cure".
Del modello UTAP hanno parlato Mario Fisci, Direttore Sanitario di ASL3 Genovese, Massimo Blondett, Direttore del Distretto socio sanitario n. 8 del Ponente genovese e Alberto Saccarello, presidente dell'Associazione Medici di Medicina Generale delle Valli Stura ed Orba.

Fisci ha definito la Valle Stura come un "incubatore" di questo nuovo modello territoriale, reso possibile anche grazie alla lungimiranza dei suoi amministratori ed auspica l'applicazione dello stesso in tutta l'area genovese.
Blondett ha spiegato le caratteristiche eterogenee del Distretto da lui diretto e come le risposte della Valle siano state "tipizzate" per Comune: a Masone si è puntato sull'attività consultoriale (struttura inaugurata a gennaio 2007), a Rossiglione su quella psicogeriatrica e sulla specialistica con i medici di famiglia nella stessa struttura e a Campo Ligure sul modello UTAP. Per quel che riguarda l'integrazione socio sanitaria, il Distretto n. 8 del Ponente ha attivato un modello di accoglienza integrata tra il sociale e il sanitario di tipo "itinerante", ovvero in grado di prestare servizio ai diversi Comuni delle valli a giorni alternati. Lo sportello integrato nel corso del 2006 ha evaso oltre 3000 pratiche, dando le risposte appropriate ai bisogni della popolazione di vallata.
Saccarello ha spiegato come l'UTAP di Campo Ligure rispetti tutti i dieci punti previsti dalla "dichiarazione di Alma Ata" e come il modello sia teso a diventare "Casa della Salute", così come definito dal Ministero.
Vittorio Gallo, direttore sociale del distretto, ha condiviso con il direttore sanitario il percorso dell'integrazione in Valle Stura, realtà più avanti di altre, ed ha auspicato che si possa realizzare anche altrove.
Claudio Ivaldi, Medico Responsabile della RSA di Campo Ligure da tre anni, ha prima illustrato e poi accompagnato i presenti alla visita della struttura che, oltre all'UTAP collocata al piano terreno, al primo piano ospita dieci posti letto gestiti dal Comune di Campo Ligure in convenzione con ASL3; al secondo la RSA di mantenimento gestita da ASL3 oggi completata con ulteriori otto posti letto che si aggiungono ai dieci preesistenti, al terzo la RSA post acuti di riabilitazione per ricoveri temporanei con altri ventuno posti letto. La RSA post acuti, in tre anni, ha ospitato 453 pazienti di età media di 81 anni per problemi principalmente ortopedici e neurologici, al 60% provenienti da fuori distretto.

Claudio Montaldo, Assessore regionale alla salute, ha espresso soddisfazione per il lavoro compiuto da Comune e ASL ed ha ribadito che la Regione ha raggiunto l'obiettivo del riequilibrio economico alla fine del 2007 e che per raggiungere stabilmente anche l'equilibrio dei servizi occorre che si sviluppino sempre più esperienze come quella presentata oggi, per realizzare le quali il ruolo dei medici di famiglia è di fondamentale rilevanza. "La copertura diurna nei giorni feriali è già una realtà, lo sforzo successivo deve essere quello di garantire la stessa copertura anche in quelli festivi" ha commentato Molntaldo. "Anche la residenzialità", ha proseguito, "è stata potenziata con 500 posti letto in più nel 2006 e 500 nel 2007 e per il 2008 vi è pari prospettiva. Campo Ligure contribuisce in maniera significativa al raggiungimento di questi risultati e la Valle Stura si è distinta per lo sforzo volto da coprire questi bisogni".

Claudio Burlando, Presidente della Regione Liguria, ha in particolare ringraziato i medici e gli operatori che sono venuti a lavorare in Valle ed ha auspicato la realizzazione di altre strutture residenziali in zone litoranee (di cui la prima sarà il Maria Teresa di Arenzano) in maniera tale che la RSA di Campo sia dedicata principalmente a soddisfare la domanda delle vallate. "Oltre all'UTAP e alla RSA" ha proseguito Burlando, "sono pronti 8 posti letto che, gestiti dai medici di famiglia, rappresenterebbero il modello dell’Ospedale di Comunità (Country Hospital). La realizzazione di questo ulteriore step, che aiuterebbe ulteriormente il riequilibrio del numero di posti letto di residenzialità necessari, è allo studio della Regione. L'obiettivo è quello di garantire alla popolazione tutta il tipo di assistenza più giusta per i corrispondenti bisogni". "Nonostante alcune critiche sollevate recentemente dai mediasanità pubblica", ha concluso Burlando "in Italia si ha una prospettiva di vita di 4 anni più lunga rispetto a quella del paese più ricco del mondo, che ha scelto come modello quello della sanità privata. In Italia invece il modello pubblico è utilizzato dal 93% della popolazione e non soltanto da chi non ha le risorse necessarie per accedere a quella privata, ma anche da chi potrebbe permettersela ed ha assicurazioni per la copertura dei costi: segno evidente che i professionisti che vi lavorano sono capaci e preparati".


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