| GenovaSaluteNews / Il "Centro territoriale di prevenzione e riabilitazione cardiovascolare" al Palazzo della Salute di Fiumara |
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Genova, 11 febbraio 2009 Un ambulatorio dotato di sofisticate apparecchiature per la valutazione della capacità fisica dei pazienti, una palestra attrezzata con 12 cyclette ed una sala riunioni per gli incontri di educazione sanitaria: queste, in breve, le caratteristiche del nuovo Centro territoriale di prevenzione e riabilitazione cardiovascolare inaugurato oggi al Palazzo della Salute di Fiumara, primo centro ligure interamente dedicato alla riabilitazione cardiovascolare ambulatoriale. "Il compito di questa nuova struttura è duplice": spiega il dottor Piero Clavario, responsabile del centro, "da un lato ci occupiamo di valutare nelle persone sane il rischio di avere problemi di cuore in futuro e suggeriamo loro programmi di intervento per ridurre il profilo di rischio, dall’altro prendiamo in carico pazienti che hanno già avuto problemi di cuore e che desiderano da un lato ritornare al meglio del proprio stato di forma e dall’altro ridurre al massimo il rischio del ripetersi di nuovi eventi cardiovascolari". Le strategie messe in atto dagli specialisti del centro per raggiungere questi scopi sono modulate sulle peculiarità del singolo paziente e sugli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere. Partendo da una valutazione individuale, finalizzata a scoprire i fattori di rischio che possono essere modificati, in particolare quelli connessi con lo stile di vita, il fumo, la sedentarietà ed il soprappeso, vengono quindi individuati i programmi di intervento più adatti per ciascun caso, dal programma per smettere di fumare a quello per imparare ad allenarsi in modo corretto. Il Centro della Fiumara rappresenta il primo esempio a livello ligure di struttura territoriale dedicata alle cure riabilitative cardiologiche. Come conferma il dottor Stefano Domenicucci, Direttore del dipartimento di Cardiologia della ASL 3 Genovese, "Con l’apertura di questo centro si completa l’offerta di trattamento proposta dal Dipartimento di Cardiologia della ASL 3 Genovese: fino ad oggi infatti i programmi riabilitativi erano solo degenziali ed escludevano quindi un numero significativo di cardiopatici che, pur avendo necessità di essere trattati, non presentavano una complessità tale da giustificare un loro ricovero in ospedale". "La riabilitazione cardiologica è stata fino ad oggi prevalentemente impegnata nel trattamento dei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca" dice il Dott. Raffaele Griffo, Direttore della U.O. Cardiologia Riabilitativa, "ma è dimostrata da anni l’importanza dei programmi di riabilitazione ad esempio anche nell’infarto del miocardio o dopo procedure di angioplastica coronarica. Chi segue un programma di riabilitazione corre meno rischi di avere un nuovo infarto e ha meno necessità di successivi ricoveri in ospedale. La possibilità di proporre un programma riabilitativo ambulatoriale ci permette da oggi di avvicinare quindi cardiopatici meno complessi che possono trarre grande vantaggio da questo programma". Le motivazioni che spingono i pazienti ad iniziare il programma riabilitativo sono varie: c’è chi ambisce a ritornare alle proprie occupazioni e chi si pone mete ambiziose, come i due infartuati appassionati di sci alpinismo protagonisti del "Progetto Monte Bianco 2009", che si stanno preparando ad affrontare la scalata alla vetta più alta d’Italia con l’ausilio degli specialisti del Centro di riabilitazione della Fiumara e il supporto di altre strutture aziendali, quali il reparto di Cardiologia di Sestri, guidato dal dottor Stefano Domenicucci, e la Struttura Complessa di Cardiologia dello stabilimento ospedaliero Villa Scassi, diretto dal prof. Paolo Rubartelli. "Le degenze ospedaliere nei nostri reparti di cardiologia per acuti sono sempre più brevi ed i ritmi sempre più frenetici, spesso il paziente infartuato entra ed esce dai nostri reparti con le coronarie rimesse a nuovo in un tempo così breve da rendergli difficile prendere coscienza della sua condizione di malato cronico", spiega Rubartelli, "La possibilità di affidare pazienti selezionati ad un programma riabilitativo ambulatoriale di durata adeguata garantisce la disponibilità di tempo sufficiente ad effettuare interventi educazionali e di informazione sanitaria che gli permettano di comprendere meglio la sua condizione e di applicare efficacemente le strategie di riduzione del rischio". Il centro, attivo in via sperimentale da settembre 2008, nei primi sei mesi di attività ha registrato quasi 1000 ore di allenamento in palestra, l’equivalente di oltre 20.000 Km bicicletta. Sono state "bruciate" 350.000 Kcal , l’equivalente di 50 Kg di peso persi. In questa fase di avvio dell’attività, i pazienti possono accedere al Centro Territoriale di Prevenzione e Riabilitazione Cardiovascolare direttamente su richiesta dei cardiologi del Dipartimento di Cardiologia della ASL 3 "Genovese". Ad una prima visita clinica fa seguito una approfondita valutazione della capacità fisica del paziente, indispensabile alla elaborazione del programma di allenamento. I due esami strumentali principali sono la prova da sforzo con analisi dei gas respiratori e quella con la determinazione diretta della curva delle concentrazioni dell’acido lattico ematico. Entrambi i test sono gli stessi che di solito si effettuano sugli atleti di élite per la programmazione dell’allenamento. Sulla base di questi test, viene stilato un programma di allenamenti trisettimanali alla cyclette, per un ciclo di 4 settimane, al termine delle quali il paziente-atleta viene rivalutato per adeguare il programma ai miglioramenti ottenuti. Il ciclo standard di allenamento dura 8 settimane ma viene modulato sulle peculiarità del singolo paziente e degli obiettivi che si prefigge di raggiungere. |
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