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Comunicato stampa

Famiglie e Associazioni al centro del Convegno sulle Dipendenze di ASL3 Genovese

Genova, 11 giugno 2007

Dal 13 al 15 giugno 2007 dalle ore 9 alle 13 l'Unità Operativa Sert Centro-Levante del Dipartimento delle Dipendenze di ASL3 Genovese organizza presso la sala Barabino del Teatro della Gioventù il convegno L'Approccio Ecologico Sociale. Per una nuova etica e identità professionale.

I temi delle tre giornate, "Lavorare nelle, con e per le Associazioni", ben raffigurano il filo rosso del convegno che è quello di evidenziare il ruolo svolto nel nostro Paese dalle Associazioni di autotutela e promozione della salute, attive nella dissuefazione dall'uso di sostanze. Le Associazioni si pongono con passione e conoscenza come collante tra individuo, famiglia e collettività e lavorano con energia e dedizione non solo al fine di curare ma anche di prevenire e riabilitare dalle patologie correlate all'uso di sostanze.

Di fronte all'imponente fenomeno di consumo generalizzato e normalizzato di tutte le sostanze psicoattive legali e illegali in particolare tra i giovani, il ruolo del "professionista" territoriale oggi va inteso come attivatore di risorse e percorsi più che fornitore di risposte. Un "motore di ricerca" che sappia individuare il percorso più adatto sfruttando al meglio tutte le risorse e le informazioni della "rete". Occorre che tutti riconoscano la propria parzialità e la necessità di connettere tale parzialità a quella degli altri per un risultato che non è solo la somma delle parti: lavoro in squadra. Sentire e lavorare in questo modo rappresenta un vero e proprio valore etico-spirituale. Questo "valore", per le sue caratteristiche di rispetto dell'"ambiente", per la capacità di utilizzare o riutilizzare tutte le componenti in campo senza sprecarle o disperderle, per la necessaria attenzione ai costi e all'ottimizzazione delle risorse, per la consapevolezza dell'interdipendenza reciproca rimanda ad una visione ECOLOGICA dei rapporti umani e dei rapporti tra servizi e tra questi e le Associazioni di autotutela e promozione della salute (approccio ecologico-sociale).

La proposta di ASL3 Genovese dunque è quella di attivare un modello multidisciplinare che affronti il disagio collegato ai problemi correlati all'uso di sostanze psicoattive (disagi nei bambini e nelle famiglie, disagi nelle coppie, violenze domestiche, comportamenti violenti nelle relazioni sociali, incidenti e difficoltà sul lavoro, incidenti stradali, problemi comportamentali nei giovani, separazioni, omicidi, suicidi , violenze, tumori e altre malattie) partendo dall'osservazione degli stessi nelle tre aree fondamentali in cui questi si snodano: l'area sociale (coinvolgendo servizi sociali, centri di ascolto, noac, servizi per senza dimora, forze dell'ordine, t.m., tribunale della famiglia...); l'area sanitaria territoriale (coinvolgendo medici di medicina generale, pediatri, commissione patenti, servizi per le tossicodipendenze e per la salute mentale, medicina scolastica, 118, diagnostica di laboratorio) e l'area sanitaria ospedaliera (reparti di gastroenterologia e trapianti, neurologia, psichiatria, ortopedia e traumatologia, oncologia, pronto soccorso).

Appare dunque necessario individuare alcuni punti in comune che facciano da base alle iniziative di studio, cooperazione e formazione avviate dalle varie realtà nel campo dei problemi correlati all'uso di sostanze psicoattive. Senza questa base di linguaggio e valori condivisi si rischia di disperdere risorse ed esperienze preziose, ma soprattutto di dare messaggi culturali confusi e contraddittori a svantaggio degli utenti e delle loro famiglie in primo luogo e della possibilità di costruire una "rete" di Servizi realmente efficace.

Consapevole di questa necessità e aderendo a questi principi il Gruppo di Lavoro di ASL3 Genovese propone a tutte le realtà del territorio, nel rispetto delle singole autonomie e specificità, di aderire ad un modello multidisciplinare che veda tutti impegnati a promuovere: l'approccio famigliare (tutta la famiglia deve essere informata, resa partecipe e consapevole dei percorsi di trattamento); l'approccio di popolazione (come raccomandato dall'OMS, un'adeguata politica di prevenzione dei problemi correlati all'uso di sostanze psicoattive deve mirare alla riduzione dei consumi di queste nella popolazione generale e non solo su target specifici: questo è ottenibile se tutte le forze in campo sviluppano azioni di sensibilizzazione sui "rischi" correlati all'uso di tutte le sostanze psicoattive siano esse legali o illegali); la conoscenza, il sostegno, lo sviluppo e la collaborazione con le associazioni di autotutela e promozione della salute costituite dai cittadini e dalle loro famiglie (queste associazioni hanno dimostrato in questi anni, a livello internazionale, di rappresentare la risposta più efficace, più territorializzata e più accettabile come costi per il trattamento a medio-lungo termine dei problemi alcol-correlati e rappresentano modelli di riferimento consolidati per lo sviluppo di realtà specifiche nei diversi settori.


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