| GenovaSaluteNews / Due cardiopatici genovesi sulla vetta del Monte Bianco |
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Genova, 7 luglio 2009 Si è conclusa alle 8.30 di oggi la scalata di due cardiopatici genovesi che, accompagnati da un istruttore del CAI e da un cardiologo di ASL 3 Genovese , dopo cinque ore e mezza di cammino hanno raggiunto la vetta del Monte Bianco (4810 metri s.l.m.) . I protagonisti di questa impresa sono un bancario sessantunenne che meno di un anno fa si è sottoposto ad angioplastica coronarica nella sala di emodinamica dell’Ospedale Villa Scassi e un cardiopatico colpito da infarto dieci anni fa. Due storie cliniche completamente diverse ma accomunate dall’amore per la montagna e dal desiderio di poter nuovamente affrontare l’ascesa alle vette alpine . Un’aspirazione concretizzatasi grazie al Centro Territoriale di Prevenzione e Riabilitazione Cardiovascolare di ASL 3 , che ha messo a punto per loro un programma specifico di nove mesi svolto con l'assistenza sul campo di infermiera, fisioterapista e cardiologi. Alle numerose sedute di allenamento alla cyclette e di esercizi di allungamento e rinforzo muscolare nella palestra del Palazzo della Salute di Fiumara hanno fatto seguito le uscite in montagna, con tredici escursioni di dieci ore in media : dai 2.870 metri del Langfluehutte fino ai 4.165 dell’ultima uscita di domenica scorsa alle due vette del Breithorn Occidentale e Centrale, scalate in una sola mattinata. “Per realizzare un progetto così ambizioso in totale sicurezza - spiega il dottor Piero Clavario, cardiologo, responsabile del Centro di Prevenzione e Riabilitazione Cardiovascolare - è stato indispensabile il concorso di tutte le componenti del Dipartimento di Cardiologia, diretto dal dottor Stefano Domenicucci: sono stati effettuati una lunga serie di esami medici per controllare le conseguenze dell'infarto, sofisticati test per simulare le condizioni di alta quota in laboratorio e verifiche con strumentazione trasportata fino in rifugi in alta montagna”. “La difficoltà di un'ascensione a quote così elevate è innanzitutto legata alla rarefazione dell’ossigeno che a 4800 metri è poco più della metà di quello che respiriamo a livello del mare - spiega Celso Merciari, istruttore del CAI - quindi la capacità di fare esercizio fisico si dimezza. Inoltre è indispensabile acclimatarsi gradualmente effettuando un programma preciso di ascensioni progressive a quote inferiori in modo da dare al fisico il tempo di abituarsi gradualmente all’ambiente di alta quota”. Per i due cardiopatici protagonisti dell’impresa “Monte Bianco 2009” non solo la soddisfazione per la scalata in sé ma anche la consapevolezza di essere riusciti , attraverso il programma di assistenza e riabilitazione messo in atto da ASL3, a superare le difficoltà dovute all’insorgenza di una patologia cardiaca e a vivere nuovamente esperienze credute ormai non più possibili . Il Centro territoriale di prevenzione e riabilitazione cardiovascolare, inaugurato lo scorso febbraio all’interno del Palazzo della Salute di Fiumara, rappresenta il primo esempio a livello ligure di struttura territoriale dedicata alle cure riabilitative cardiologiche . L’accesso avviene direttamente su richiesta del cardiologo curante del Dipartimento di Cardiologia di ASL 3 Genovese. |
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