Genova, 22 giugno 2006
La campagna estiva presentata ieri presso l'URP dell'ASL3 Genovese di Piccapietra dal Dipartimento delle Dipendenze e Comportamenti di Abuso di ASL3, diretto dal Dr. Pier Giorgio Semboloni, la Direzione Servizi alla Persona del Comune di Genova, diretta dalla Dr.ssa Paola Cermelli, e AFET AQUILONE, Associazione Famiglie per la lotta contro l'emarginazione giovanile e la solidarietà ai tossicodipendenti, presieduta dalla Sig.ra Liliana Innocenti, è tesa a limitare l'abuso di alcol da parte della popolazione giovanile e rappresenta la fase più innovativa e singolare dell'intervento di prevenzione secondaria e riduzione del danno che si realizzerà nelle nuove piazze del rischio frequentate dai giovani genovesi.
La campagna fa parte delle iniziative previste dal Progetto Fenice, programma di interventi per la riduzione del danno e la prevenzione dell'Aids, operativo fin dal 1994, la cui Unità di Strada per questa campagna è stata gestita dall'Associazione AFET AQUILONE, di esperienza ventennale nel campo delle dipendenze, in convenzione con ASL3.
Le serate si svolgeranno a partire dalle ore 19 di venerdì 23 giugno in Piazza delle Erbe, il 24 al Bar Banano, il 27 al Bar Liquid e in Piazza Savonarola, il 30 ai Bagni Monumento e si concluderanno l'8 e il 9 luglio al Festival Goa Boa presso le ex Acciaierie di Cornigliano. In queste piazze gli operatori, in accordo con i gestori dei locali, diffonderanno il libretto informativo appositamente realizzato e contenente le risposte agli interrogativi più frequenti dei giovani unitamente ad un breve test, alla compilazione del quale verrà offerto un piccolo gadget. Sarà inoltre possibile, da parte dei ragazzi, colloquiare con gli operatori socio-sanitari per porre domande di maggior approfondimento, nell'ottica di combattere l'abuso di bevande alcoliche.
All'idea di realizzare queste serate si è giunti dopo un'ampia fase di analisi del fenomeno di abuso di alcol, causa di elevata mortalità diretta e indiretta del nostro paese e in allarmante crescita nella nostra regione (dalla ricerca Espad condotta su 35.000 ragazzi tra i 15 e i 19 anni emerge che il 47% dei ragazzi liguri ha dichiarato di essersi ubriacato almeno una volta nel corso degli ultimi dodici mesi, contrariamente alla media del 42% dei ragazzi di altre regioni), e la progettazione di interventi e messaggi contenuti nel materiale grafico oggi distribuito: opuscoli, test e manifesti.
L'idea dunque è quella di parlare ai giovani e ai loro interlocutori (animatori, baristi, gestori di locali ed eventi) nei luoghi che frequentano abitualmente, ritenendo che la tutela della salute si svolga nel quotidiano, nelle relazioni di vita e non solo in ambienti specialistici, adottando strumenti e linguaggi volti ad abbattere le barriere che impediscono un'effettiva efficacia dell'informazione.
Il fine della campagna è quello di informare e sensibilizzare i giovani circa l'abbassamento della guardia sulle proprie difese provocato dall'alcol, con conseguente aumento dei rischi e conseguenze psico-fisiche, sociali e legali. Il bere più alla maniera nord europea piuttosto che mediterranea, la ricerca dello sballo, lo status symbol della bottiglia in mano, sono elementi di allarme sui quali occorre che le Istituzioni riflettano e prontamente intervengano per cercare di segnare rapidamente un'inversione di tendenza di uno stile di vita altamente pericoloso. Gli effetti anestetici dell'alcol sono ancor più pericolosi quando si è alla guida di un'autovettura, diminuendo la prontezza dei riflessi e la capacità di concentrazione, oppure quando si praticano comportamenti sessuali a rischio.
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