Logo asl 3 genoveseBollino Rosa ospedali italiani vicini alle donne vai al sito http://www.ondaosservatorio.itBollino Rosa ospedali italiani vicini alle donne vai al sito http://www.ondaosservatorio.it ticket web vai al sito: https://ticketweb.regione.liguria.it/cuppay/index.dopagina referti online

 

Testimonianze sull'adozione

Esperienze

Cari Genitori,
cercate di non avere paura (perché il figlio è il figlio di chi lo adotta, di chi lo cresce con amore), di parlare con lui delle notizie delle sue origini.
Per il bambino adottato i genitori sono un dono ma lo è altrettanto il figlio per la coppia che lo adotta.
Prima di avvicinarvi all’adozione, è importante voler bene a voi stessi, accettando la vostra sterilità per essere liberi nei confronti di un figlio che non è nato da voi.
Se nella famiglia allargata c’è una certa resistenza ad “accettare” l’adozione, è bene pensarci molto.

Una ragazza
adottata in Italia quando aveva pochi mesi.
Oggi ha 28 anni.
 

“Da quando sono stato abbastanza grande da pormi questi problemi, sono arrivato alla convinzione che, per buttarsi in questa avventura, una coppia debba possedere davvero una marcia in più.
Perché, credetemi, noi ragazzi siamo capaci di diventare davvero pestiferi. Trascorsi, infatti, i primi periodi, nei quali siamo degli angioletti, non so cosa ci succede, ma per sentito dire anche da mia sorella, ha avuto anche io un periodo in cui ero davvero insopportabile.
Oggi, ripensandoci, credo di aver capito che forse questo è stato un modo per vagliare, fino in fondo, sino a che punto potevo contare sull’affetto dei miei genitori adottivi.
Consiglierei quindi a queste coppie coraggiose di armarsi di pazienza e di tenere duro, perché poi i risultati saranno davvero stupefacenti!
Un’altra cosa importante, anzi importantissima, a mio avviso, è che questi genitori abbiano la capacità di convincere il proprio figlio che le differenze che noi ragazzi ci portiamo dietro e che purtroppo molti sentono come difetti, sono invece qualcosa che ci rende speciali, che dobbiamo essere orgogliosi di avere, che ci fanno apprezzare anche il nostro paese, la sua cultura, rendendoci fieri di essere come siamo.”

Un ragazzo
arrivato dalla Corea all’età di 5 anni.
Oggi ha 30 anni.

L’adozione vista dalle coppie
Se qualcosa è cambiato, cosa è cambiato in voi dalla decisione di adottare al decreto di idoneità?
“Abbiamo acquisito maggiore consapevolezza delle problematiche e del cammino che stiamo compiendo”.
“Abbiamo permesso agli operatori di indurci dei dubbi e di vedere ciò di cui andavamo orgogliosi e ciò che invece faceva parte del nostro aspetto negativo di coppia, genitori e persone”.

Quali aspetti di positività e negatività avete riscontrato del percorso con l’equipe adozioni?
“Dal principio ci siamo sentiti sotto giudizio”.
“Sostegno nel dubbio, serenità nell’affrontare il problema dell’infertilità”.
“Ci rimandavano a casa con qualcosa in più su cui discutere, su cui riflettere insieme e dentro noi stessi”.

Che cosa ha significato per voi il tempo d’attesa?
“È stato un tempo interminabile: alla fine erano tutti (vicini, amici, parenti) in attesa”.
“Il momento in cui ti senti più disarmato”.
“Più volte ci siamo chiesti se la scelta che avevamo fatto fosse giusta..”

Criteri di scelta dell’ente autorizzato
“Buona impressione della persona che ha condotto i colloqui informativi”.
“La scelta dell’Ente è comunque difficile e anche in questa fase sarebbe sicuramente di grande aiuto l’esperienza portata da altre coppie che hanno già superato questa fase”.

Aspetti di negatività e positività del percorso con l’ente autorizzato.
“Noi genitori adottivi abbiamo molte aspettative e tanta impazienza: invece, purtroppo, le situazioni in questi paesi cambiano continuamente e velocemente, costringendo gli Enti a muoversi con molta prudenza, cercando di non dare illusioni sui tempi degli abbinamenti”.

L’abbinamento.
“La notizia è arrivata inaspettata, anche se tanto attesa”.
“Abbiamo incominciato ad immaginare, come in ogni gravidanza che si rispetti, i tratti somatici del nostro piccolo, il colore dei suoi occhi, i suoi capelli. Lui c’era, ormai”.
L’incontro con il bambino, con la sua storia e con il suo Paese.
“Abbiamo provato paura e timore fino al momento in cui lo abbiamo visto e ci ha guardato, l’istante dopo era nostro figlio. Bisognava controllarsi, però, e aspettare”.
“Il suo è un Paese dalle mille sfumature razziali, con mescolanze di ogni genere. Guardando le persone per la strada cercavamo di immaginare come lui sarebbe stato da grande”.

La permanenza nel Paese del bambino.
“Siamo stati nel Paese 50 giorni. Oggi abbiamo tanta nostalgia di quei giorni e di quell’esperienza: tutti e tre insieme, giorno e notte, la possibilità e il privilegio di conoscere il nostro bambino giorno dopo giorno, completamente calati nel suo universo”.
“Abbiamo fatto un viaggio nel viaggio..”
“Non abbiamo mai voluto che nostro figlio dimenticasse le sue origini. Siamo tornati con parecchi souvenir che ora appartengono alla nostra vita di ogni giorno. Un giorno torneremo insieme nel suo Paese.”

Il viaggio.
“Il nostro aereo è passato sopra mezzo mondo, in una notte piena di stelle, durante la quale non abbiamo chiuso occhio”.

Il rientro in Italia.
“Sicurezza perché sei a casa, senso di protezione. Il rientro significa dover “resettare” tutte le nostre abitudini quotidiane, re-impostandole in base alle nuove necessità”.

Cosa significa per voi adesso “genitorialità adottiva”.
“È una scelta che deve essere rigorosamente fatta in due, perché lungo il percorso è in due che bisogna essere per darsi man forte”.
“…capacità di accogliere il bambino per quello che è, quello che rende meraviglioso e unico nostro figlio è proprio la sua storia, le sue origini, la strada che abbiamo fatto per arrivare sino a lui”.

L’appartenenza reciproca e la costruzione del rapporto di fiducia.
“Quando un bambino è piccolo si appoggia a noi adulti… man mano che il bambino diventa grande, quelle persone perfette che sino a qualche anno prima erano le migliori del mondo ora non lo sono più… ma la fiducia resta”.

Il primo periodo di vita insieme.
“Non tutto è stato semplice, perché per quanto si desideri un figlio il cambiamento è rapido e le proprie abitudini subiscono una variazione repentina: non c’è più il “proprio tempo”, ma il “nostro tempo” ”.
“Ti senti un po’ soffocare, ma incomincia il vero attaccamento”

Ultima modifica il Mercoledì, 29 Ottobre 2014 13:32
Altro in questa categoria: « Call center CUP Pagamento CUP »

Usiamo i cookie per migliorare il sito e l'esperienza utente e il loro uso è essenziale per il corretto funzionamento dello stesso. Per saperne di piu' sui cookie, come cancellarli e come vengono utilizzati, andate nella nostra privacy policy.

  Accetto i cookie da questo sito.
Modulo informativo EU Cookie Directive