centralino unico 010 84911112 numero unico emergenzaChiama il numero verde del CUP 800098543 - numero unico prenotazioni telefoniche

Logo asl 3 genovese

 
Venerdì, 03 Giugno 2016 09:26

I consigli degli specialisti - Adulti e anziani

 

In questa pagina risponde alle più frequenti domande sul caldo il Dott. Lorenzo Sampietro, Responsabile Area Anziani di ASL3.

Cosa fare in caso di colpo di calore?

I problemi di salute legati al caldo possono presentarsi con sintomi minori, come crampi, lipotimia ed edemi, o di maggiore gravità, come il colpo di calore, la congestione, la disidratazione.
Il Colpo di Calore è la condizione più grave e rappresenta una condizione di emergenza vera e propria. Il ritardato o mancato trattamento può portare anche al decesso. Il colpo di calore avviene quando la fisiologica capacità di termoregolazione è compromessa e la temperatura corporea raggiunge valori intorno ai 40°C. Si può presentare con iperventilazione, anidrosi, insufficienza renale, edema polmonare, aritmie cardiache, sino allo shock accompagnato da delirio che può progredire sino alla perdita di coscienza. Il colpo di calore richiede, specie se colpisce neonati od anziani, l’immediato ricovero in ospedale.
In attesa dell’arrivo dell’ambulanza, bisogna spogliare e ventilare il malato, rinfrescarlo bagnandolo con acqua fresca e applicare impacchi di acqua fredda sugli arti. In caso di vomito, controllare che la via respiratoria rimanga aperta magari girando la persona su un fianco.

Qual è la dieta consigliata nel periodo estivo?

Fare pasti leggeri senza tanti condimenti e grassi, preferendo pasta, carboidrati e pesce a carne e formaggi fermentati. Mangiare molta frutta e verdure preferibilmente crude e lavate con cura anche sotto forma di centrifugati e frullati. Questi cibi contengono una grande percentuale d’acqua e sono una fonte naturale di vitamine e sali minerali. Evitare di consumare cibi troppo caldi meglio tiepidi o freddi. Sono consigliati gelati e sorbetti al gusto di frutta (se non si è diabetici).
Bere molta acqua (almeno 2 litri al giorno o 10 bicchieri ,anche di più se sudate molto) a temperatura non eccessivamente bassa. La temperatura ideale di una bibita, quella che permette un veloce assorbimento e un giusto raffreddamento, è intorno ai 10 gradi. In particolare gli anziani devono prestare particolare attenzione in quanto lo stimolo della sete spesso diminuisce con l´età avanzata.
Evitare di bere alcolici, caffè, bevande gassate o zuccherate. L´assunzione di bevande alcoliche deprime i centri nervosi e stimola la diuresi, condizioni entrambe sfavorevoli alla dispersione di calore. Alcol e caffè, infatti, hanno effetto diuretico e, quindi, fanno perdere liquidi ancor più necessari quando fa caldo. Evitate anche le bevande troppo calde o troppo fredde.

Cosa fare se si assumono regolarmente dei farmaci?

Alcuni dei farmaci che si assumono regolarmente possono compromettere la termoregolazione fisiologica o aumentare la produzione di calore esponendo al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea, mentre altri possono favorire la disidratazione con possibili conseguenze dannose sul sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico. La cura tuttavia non va mai né sospesa né modificata di propria iniziativa, perché ciò potrebbe anche aggravare la patologia in corso e l’eventuale riadattamento stagionale va sempre indicato dal medico curante.
Ricordarsi inoltre che anche i farmaci soffrono il caldo e devono essere conservati correttamente seguendo le indicazioni contenute nel foglietto illustrativo (in generale tutti i farmaci vanno mantenuti al fresco e a una temperatura inferiore ai 25° e riparati dai raggi solari).
Non dimenticare che alcuni farmaci possono provocare in seguito all’esposizione al sole reazioni da fotosensibilizzazione: anche in questo caso leggere attentamente il foglietto illustrativo o nel caso di dubbi rivolgersi al medico curante prima di esporsi al sole.

Quali sono le indicazioni per chi lavora in maniera intensiva all’aria aperta?

Dovrebbe essere evitata l’attività fisica intensa all’aria aperta durante gli orari più caldi della giornata poiché chi svolge un lavoro intenso all’aria aperta può disidratarsi più facilmente degli altri ed essere esposto a rischi per la salute. Se ciò non è possibile è importante coprire il capo per evitarne l’esposizione diretta ai raggi solari, proteggete gli occhi con occhiali da sole, reintegrare a sufficienza i liquidi persi con la sudorazione ( almeno 2 litri di acqua o più). E’ inoltre importante anche difendere la pelle dalle scottature con opportune creme ad alta protezione, vestirsi con abiti leggeri, di colore chiaro, non aderenti, di cotone, lino o comunque fibre naturali che favoriscono la sudorazione. Se invece siete degli sportivi va benissimo continuare a fare attività fisica all’aperto ma quando il sole non è forte, di mattina presto o in serata. Bene anche l'allenamento in palestra, ma con l’aria climatizzata o condizionata, possibilmente non troppo fredda.

Come comportarsi in caso di...

  • Diabete
    La persona diabetica soffre di più il caldo (così come il freddo) perché non suda in maniera così efficace come i non diabetici, correndo un rischio maggiore di problemi in caso di stress da calore. Caldo e variazione dell’alimentazione estiva possono creare spesso un saliscendi dei picchi di glucosio che possono determinare episodi più frequenti di ipoglicemia ed iperglicemia. Il caldo torrido può aumentare il rischio di ipoglicemia nelle persone che assumono ipoglicemizzanti. Non sottovalutate sintomi come forte sudorazione (maggiore rispetto al solito) o stanchezza protratta che possono essere anche un segnale di ipoglicemia e bevete molti liquidi. Le persone con un buon controllo del diabete di tipo 2 in genere tollerano meglio le temperature elevate rispetto alle persone con un diabete scompensato. Quando fa molto caldo è spesso necessario variare la terapia orale e/o la dose di insulina ma prima di fare qualsiasi modificazione è bene chiedere consiglio al proprio MMG/Diabetologo. Bisogna proteggere se stessi, gli strumenti che si utilizzano per la misurazione della glicemia e gli eventuali farmaci che si usano, orali e/o insulina dal sole diretto e dalle alte temperature ed esporsi al sole con molta cautela perché, a causa della possibile minor sensibilità alla dolore, potrebbe ustionarsi anche in maniera seria.
  • Bronchite cronica
    Con il caldo viene aumentato il livello di espulsione di vapore con la respirazione, e ciò rende il respiro stesso più gravoso. Ma ci sono altri fattori che aggravano la difficoltà di respiro da afa. Nelle grandi città, in assenza di forte vento, nell’aria si accumulano livelli pericolosi di inquinanti, prodotti dalle combustioni dei motori degli autoveicoli, e di ozono. Questi composti, a causa dell’alta temperatura reagiscono con l’acqua presente nell’aria e producono acidi pericolosi, che entrano poi nelle vie respiratorie. L’inalazione di questi prodotti acidi è dannosa per tutti, ma soprattutto per gli asmatici e le persone affette da patologie respiratorie ostruttive (BPCO) potendo nei casi peggiori scatenare crisi di asma o peggiorare gravemente una crisi respiratoria. Ricordarsi di non mantenere il climatizzatore con il termostato regolato troppo basso (non meno di 25°C. circa), in quanto poi, uscendo o recandosi in altri locali più caldi e più umidi si potrebbe verificare, nei pazienti asmatici, una crisi respiratoria con forte affanno e/o attacco acuto di asma. E’ bene chiedere al MMG se gli effetti dei farmaci che si stanno assumendo possono cambiare quando l’organismo si modifica per aumento della temperatura (soprattutto per disidratazione) e cosa bisogna fare in questo caso. Evitare di uscire e, ancor più, svolgere attività fisica nelle ore più calde della giornata (dalle ore 11.00 alle 18.00).
  • Malattie neurologiche
    In caso di Ondate di Calore chi soffre di malattie neurologiche è a maggior rischio in quanto a causa dell’alto livello di dipendenza e spesso del minore grado di consapevolezza può assumere comportamenti inadeguati a fronteggiare le alte temperature e dipende dagli altri per regolare l’ambiente in cui si trova e per l’assunzione di liquidi. Questo gruppo di persone inoltre fa abituale uso di farmaci che possono interagire negativamente con i meccanismi corporei di termoregolazione e ciò può aggravare gli effetti indotti dall’eccesso di calore. E’ dunque importante rivolgersi al proprio medico per capire quali effetti il caldo interagendo con i farmaci può provocare e come eventualmente modificare la terapia.
  • Ipertensione e cardiopatie
    Le persone ipertese e i cardiopatici assumendo farmaci vasoattivi e/o diuretici di cui il caldo può potenziare gli effetti , soprattutto se anziani, possono manifestare episodi di diminuzione della pressione arteriosa, specialmente nel passare dalla posizione sdraiata alla posizione in piedi (ipotensione ortostatica). E’ consigliabile, pertanto, evitare il brusco passaggio dalla posizione orizzontale a quella verticale, che potrebbe causare anche perdita di coscienza (sincope). Se bisogna alzarsi dal letto, soprattutto nelle ore notturne, è necessario non farlo mai bruscamente, ma fermarsi in posizioni intermedie (esempio: seduti al bordo del letto per alcuni minuti) prima di alzarsi in piedi. Quindi durante la stagione calda è opportuno effettuare un controllo più assiduo della pressione arteriosa e richiedere il parere del medico curante per eventuali aggiustamenti della terapia (per dosaggio e tipologia di farmaci).

 

Informazioni emergenza Coronavirus

Usiamo i cookie per migliorare il sito e l'esperienza utente e il loro uso è essenziale per il corretto funzionamento dello stesso. Per saperne di piu' sui cookie, come cancellarli e come vengono utilizzati, andate nella nostra privacy policy.

  Accetto i cookie da questo sito.